Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECHE ; ROMA
anno <1923>   pagina <633>
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La Biblioteca ValliceUiana di Roma 683
l'ufficio di consigliere dichiarato incompatibile col carattere ecclesiastico, le manovre militari nei giorni festivi (XVI).
Scarsi sono i documenti di natura politica e particolarmente quelli che si riferiscono alle associazioni segrete e alle prime rivoluzioni costituzionali. Vi si trovano lettere pastorali dell'idi civescovo di Napoli e un suo indirizzo ai deputati del Parla­mento, istruzioni in materia politica dell'Arcivescovo di Amalfi, (XVI, A Vili, 231), un parere intorno alla nomina di un dele­gato del Governo austriaco per la censura dei libri da pubbli­carsi a Milano, del 1821 (XVI, 226-233), due rapporti, poco fa­vorevoli, in data, 21 e 28 luglio 1821 di un ministro estero sulla polizia e sul Governo romano (XVI, 234), alcune riflessioni di Pio VU al Ee di Sardegna intorno al giuramento chiesto agli ecclesiastici piemontesi, in data Roma 25 febbraio 1822 (XVI, 260-275) e una ritrattazione di don Gennaro Arcucci, canonico della Collegiata di S. Giovanni Maggiore di Napoli, indirizzata a Pio VII, Napoli 9 marzo 1822, nella quale dichiara il proprio traviamento per essersi ascritto all'abbonita setta dei così chiamati Carbonari e per aver seguito Io stendardo della rivolta contro il Governo del più buono dei Ee (XVJJLl, 237).
Anche per gli anni successivi continuano a preponderare carte e documenti di contenuto civile, amministrativo ed econo­mico. Fra i più importanti debbono essere citati un fascicolo di Monaldo Leopardi intitolato: Della formazione del censimento rustico nello Stato Pontificio (anno 1823), nel quale dimostra la insufficienza del censimento generale per compartire giusta­mente i tributi e propone un metodo più semplice, economico e giusto (LXV, 62-79) (1), varie notificazioni concernenti gli en-fiteuti e coloni delle Terre Pontine, un progetto di Pietro Tul-lien e Augusto Guittard per la coltivazione dei terreni e per la colonizzazione dell'Agro Romano presentato a Pio VJH nel 1829 (XXV, 191-202), una copia di un rapporto presentato a
(1) Il manoscritto, come è dichiarato; In una noto, fu donato a padre Falzacappa dallo stesso autore il 15 gommili 3835. Nello stesso volume è una lettera di M. Leopardi al tipografo Annesto Nobili di Modena, datata 28 aprile 1835, nella quale egli afferma di erodere di non essere caduto nel suo scritto in errori di teologia, non di meno si dichiara pronto a sottoscrivere qualun­que ritrattazione e soggiungo: Vorrei piuttosto mille colpi apopletici o mille fulmini die allontanarmi un apice dalla Fede cattolica .