Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECHE ; ROMA
anno <1923>   pagina <635>
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La Biblioteca ValliceUiana di JRorna 635
o notificazioni, avvisi, bollettini rivoluzionari, ordini del giorno, lettere pastorali, proclami, manifesti, inni patriottici, scene e fi­gurazioni, estratti di giornali, e forma una dell: piti cospicue raccolta sulla rivoluzione del 1831 nell'Italia Centrale che si conoscano. In altri volumi si trovano copie di documenti diplo­matici circa l'intervento austriaco nei domimi della Chiesa e l'opposizione del Governo francese (XXIX, 129-149), e lettere private che hanno per noi maggiore importanza. Meritano di essere segnalate una copia di lettera, diretta da Modena il 29 marzo 1831 a un personaggio ecclesiastico da un anonimo, in­torno alle vicende politiche di quell'anno e ai propositi dei ri­voluzionari, con la nota dei nomi di tutti i congiurati (XXIX, 150-151), e una lettera di A. Guiecioli, in data di Venezia 19 aprile 1831, nella quale dà conto della sorte di 98 prigionieri politici appartenenti alle province pontifìcie,; con la nota dei nomi dei detenuti e di quelli imbarcati sul brik l'Oriente , con destinazione per Marsiglia e di altri giunti a Livorno e im­barcati per la Francia e per la Corsica (XXIX, 161-165).
Domata la rivoluzione e avvenuta la capitolazione di An­cona, il Governo Pontifìcia, Stimolato anche dalle esortazioni delle maggiori Potenze, cercò di introdurre alcuni miglioramenti nell'Amministrazione dello Stato e di venir così incontro al de­siderio dei sudditi. Si riferiscono a questa opera di riforma, che risultò lenta e meschina, varii editti e notificazioni, una latiterà <ìi Gaetano Marchetti a un Cardinale, nella quale tratta delle miserie dello Stato e parlando dei nobili, dei poveri, dei com­mercianti e degli avari afferma che questi ultimi erano le vere mani morte (XXIX, 166-167); appunti critici, non favorévoli, ai regolamenti pubblicati dal cardinale Opizzonì in Bologna che viene accusato1 di essere andato anehe più oltre di quello che avevano fatto jribeJli nella precedente rivoluzione (XXIXi 189-200), un indirizzo cii un ministro di Dio a papa Gregorio XVI su lo stato miserevole dei sudditi pontifici, una notificazione di mons. Mario Matte!, tesoriere generale agli Agenti delle Pro­vincie sui nuovi ceriaficati di credito fruttifero, estinguibile in 1 () anni, da accendersi per sopperire ai bisogni urgenti dello Stato, senza ricorrere a mezzi coattivi (XXIX, 174-185).
Le riforme introdotte, scarso e inefficaci, non soffocarono il fermento rivoluzionario nelle provincia e resero necessaria una nuova occupazione austriaca; ma questa volta, com'è noto,