Rassegna storica del Risorgimento

BIELLA ; 1821 ; MAROCCHETTI GIOVANNI BATTISTA
anno <1923>   pagina <639>
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Varietà di pagine sparse 639
Biella, li 29 marzo 1821. EceeMensa,
Ieri sono entrato nell'esercizio delle mie funzioni di capo politico. Bai proclama ohe ho l'onore di trasmettere qui;imito. all'È. V. potrà giudicare se ho dato nel segno, cioè se ho colto il vero spirito., nel quale il Governo de­sidera, che le cose camminino.
La prima operazione da me fatta si fu d'organizzare d'accordo con questo signor Reggente" l'Intendenza, un doppio Consiglio Civico, o dircssùuo meglio Municipalità por questa città capoluogo, come risulta dal mio decreto e suc­cessivo processo verbale che ho l'onore di trasmetterle qui unito per copia autentica. 11 giuramento prestato da' membri fa il seguente: Giuro di obbe­dire al Governo rappresentato dalla Giunta provvisoria stabilità in Torino, e di eseguirne fedelmente le mie funzioni di amministratore.
Ora esso Consiglio si trova passabilmente ben composto, e inimantinenti dopo l'installazione si 6 occupato della organizzazione della Guardia Nazio­nale, alla quale operazione ho assistito io stesso, quantunque dalle istruzioni il mio intervento non fosse prescritto, né fors'anoo permesso.
Oggi parte la proposizione del Comandante superiore di detta Guardia Nazionale in capo del signor Quinto Villams, Maggioro in ritiro, buon citta­dino e adattissimo a tale impiego, del quale prego l'È. V. di sollecitare la no­mina definitiva quanto più sia possibile.
Qui ora le cose camminano sufficientemente bene, e non vi è apparenza di disordine, né d'altro. Le Autorità hanno promesso tutte di fare il loro do­vere, e di secondarmi vigorosamente: ora non so troppo fino a che ponto lo faranno, massimo per ciò che riguarda il militare ed i carabinieri. Ognun vede, die tutto è provvisorio e provvisorio di qualche giorno, e questo stato non cessa di allarmare assai; per carità si venga oramai ad un'operazione decisiva, per coi lo cose possano camminare senz'esitanza; conviene ora perdere un tempo prezioso nel correrei qna e là dalle diverse Autorità per animarle, per­suaderle, rispondere alle loro obiezioni; esse promettono tutto, dicono d'aver fatto tatto, e quando si crede, che. tutto è finito siamo di bel naovo a capo senza che il capo politico abbia mezzi legali, efficaci per prendere le oppor­tune informazioni non che per attivar la cosa. Questo stato mostra altresì debo­lezza, od incertezza per parte del Governo, ed in questo senso è pericolosis­simo. In una parola, o conviene cambiare le vecchie Autorità, ohe invano si spera di condurre al buon sistema, e di compromettere ed in ispecie poi i Comandanti militari e quello dei Carabinieri, ovvero rivestire il capo politico di un potere dittatoriale, altrimenti le cose non possono andar oltre gran fatto. Per esempio in questa Provincia mi e noto, ohe i Carabinieri stessi sono quelli che dissuadono i soldati dei contingenti dal raggiungere i loro corpi, quantunque però in questa parte la cosa proceda con sufficiente energia, essendovi già più di seicento fogli di rotta spediti sopra ottocento circa olio se