Rassegna storica del Risorgimento
GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
anno
<
1923
>
pagina
<
646
>
646 Recensioni
di stfito nella sua prigionia del 1821 nella sua provvida opera per dotare la sua Piacenza di una Cassa di Risparmio, di una fiorente Sala di Lettura sul tipo del Qabiiwtlo di Giampietro Viesseux, di benefici Asili d'infanzia difesi poi contro i Gesuiti. Oratore scrittore e giurista fu ben presto apprezzato dal Giordani, dal quale sappiamo che il Gioja fn por essere nominato ministro delle Finanze di Maria Luigia; ma l'opera, sua di educatore del sentimento nazionale ricevette la migliore conferma quando, fondatosi a Torino il Risorgimento, Camillo di Cavour invitò il Gioja a collaborare. Fu il principio di un' unione tra il fervido piacentino e il gruppo fermo e audace che stava per lanciare il Piemonte alle aspre e feconde guerre por l'indipendenza e P unione d'Italia.
H Gioja domina nettamente la politica della sua Piacenza; e, dopo brevi osculazioni con il Supremo Consiglio di Reggenza in Parma, diventa l'anima di quel Governo Provvisorio che conduce la sua città a votare plebiscitariamente la sua annessione al Piemonte (10 maggio 1848). Cosi Piacenza, dichiarata Primogenita d'Italia inizia prima tra tutte, il movimento unitario, in ore solenni e avventurose; e potè salutare tra le sue mura i più illustri personaggi, da Gioberti a Garibaldi. U Gioja potò salire ancora nella più ampia vita politica dischiusa alla Sua Piacenza; e attraverso al Ministro di Grazia e Giustizia potè aver l'onore di esser chiomato dal re a costituire il Gabinetto, prima del Gioberti. Invitto si dimostrò nel disastro di Novara.: e Vittorio Emanuele 11 gli riconfermò la stima del padre, affidandogli la redazione di quel proclama che fu poi sostituito da quello di Massimo d'Azeglio datato da Monoalieri; mentre il Gioja, chiamato a Torino dal governo piemontese, ne otteneva la legale cittadinanza. Nominato membro di numerose e importanti commissioni di stato, nominato senatore e consigliere di stato il Gioja che aveva approvato le leggi ricoardiane, fu nominato per designazione del Cavour ministro deila Pubblica Istruzione (10 novembre 1850-18 ottobre 1851). Ma per opera dello stesso Cavour, il quale procedeva in quei giorni a una febbrile scalata al potere senza troppo badare ai mezzi, il Gioja fu poi obbligato a dimettersi per una austera concezione dell'insegnamento. D'allora in poi la sua azione se si fa più intensa nel campo amministrativo e legislativo, memore sempre della sua Piacenza non ha più gran risonanza nella vita politica. Potè però salutare nel 1850 l'ingresso di Vittorio Emanuele nella città natale liberata; ma fu contrario al trasporto della capitale a Eitenze.
Il dotto studio è ricco di numerose lettere di Cavour, Giordani, M. A, Castelli, Nigro, Lombruschini, d'Azeglio e altri e di cinque tavole fuori testo. Desidereremmo però che altri punti della vita del Gioja fossero maggiormente illustrati; ad es. la sua condotta nella prigionia del 1821; le più vaste correnti politiche che, oltre il dissidio campanilisti co oon Parma, spinsero Piacenza a unirsi nel 1848 col Piemonte; e infine la concezione ohe dell'insegnamento ebbe il Gioja nei confronti del Cavour e di altri insigni studiosi del tempo come il Gioberti e lo Spaventa.
PAOLO NEGBI