Rassegna storica del Risorgimento

GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
anno <1923>   pagina <648>
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648 Èecnsioni
giudizi più nostri ohe dei Risorgimento. Comunque non è piccola lode per il M. l'aver affrontato un problema nuovo e arduo, e di averne presentati non poohi materiali. Uno dei più seri studiosi del nostro Risorgi mento, il Salve­mini, oi ha dato dopo il presente studio le più belle pagine del Cattaneo imo dei federalisti di pia profondo ingegno: perchè il M. non scrive egli la storia, da Ini auspicata, sul Politecnico, la bella rivista del Cattaneo? Sarebbe opera egregia e degna.
PAOLO NMGRI
PLACIDA ROSCIOLI, Candido Augusto Vecchi nella vita e nell'arte. Fermo, 1922; pp. 108.
La monograna della signorina Roscioli non ha la pretesa di riuscir defi­nitiva e di diro l'ultima parola intorno al patriota e scrittore marchigiano. Senza dubbio se l'À. avesse allargate ed approfondite le sue ricerche archi­vistiche e bibliografiche, avrebbe arricchito il suo lavoro di altri utili elementi per la storia del risorgimento nazionale, io oui il V. ebbe parte notevole come combattente nelle guerre d'indipendenza e sopratutto come deputato all'As­semblea Romana e difensore della Repubblica nel '49 ed uomo di fiducia di Garibaldi nel '60. 11 Mazzoni, considerando un lato solo dell'attività letteraria del V., lo pone fra gli scrittori garibaldini . Più completo è l'esame delle sue opere che fa la R., ma i giudizii che ella ne dà mi sembrano eccessiva­mente ispirati dall'ammirazione per lo scrittore e vanno, secondo me, riveduti* Malgrado tutto, però, 1JA. non ha compiuto opera vana, e delle sue fatiche dovrà tener conto ohi vorrà con maggiore preparazione tornare sull'argomento.
Gt. PALADINO
ANTONIO'MONTI, Un dramma fra gli esuli. Milano, R. Caddeo, 1921; pp. VIll-178.
Ad accertare ancora meglio l'atteggiamento moderato e conciliante as­sunto dal Mazzini nei primi mesi del '48 giova la narrazione, ohe l'A. oi offre, di un episodio, rimasto finora sconosciuto, svoltosi a Milano il SO aprile di quell'anno, e del quale furono attori principali, oon l'apostolo genovese, il Cattaneo, Giuseppe Ferrari e Enrico Cerneschi. Gli ultimi tee si recarono quei giorno dal primo proponendogli di abbattere il governo provvisorio che reggeva la città dopo le cinque giornate, convocare l'assemblea popolare e invitare i Francesi. Agiamo, uniamoci; in poohi giorni saremo padroni del­l'opinione pubblica ed il paese sarà liberato dall'Austria e da Carlo Alberto , Così il Ferrari Ma il Mazzini, che credeva giustamente sacrilego ogni atto inteso a turbare la concordia degl'Italiani di fronte al nemico e protestava