Rassegna storica del Risorgimento
GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
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1923
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651
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Recensioni 651
Allora il Carbone si trovava a Roma, dove si ora portato per acquistare maggior perizia nell'arte salutare, ma in realtà per soddisfare il suo vivo desiderio di visitare l'alma città e di applaudire personalmente il Papa riformatore. In quei giorni, del novembre e decembre, aveva modo di sfogare tatto il sno entusiasmo assistendo in 8. Pietro a una funzione cui era intervenuto il S. Padre, poi partecipando a ruta, dimostrazione politica al Teatro Argentina dove si rappresentava l' Emani del Verdi, e sino dai primi giorni stringendo relazione con tanti patriotti d'ogni regione italiana e particolarmente con Massimo D'Azeglio e col generale Durando. Da Roma, ai primi di gennaio 1848, passava a Firenze e anche nella Capitale toscana stringeva relazioni coi liberali, applaudiva alle riforme del Granduca, interveniva alle frequenti dimostrazioni patriottiche. In un banchetto dato ai Napoletani e ai Siciliani per festeggiare la costituzione accordata dal Re furono pronunziati generosi discorsi ed egli stesso, invitato, declamò nn canto di guerra- ohe fu accolto da unanimi applausi e che dovette ripetere quella sera stessa in teatro fra grandi strepitose acclamazioni.
Tornato in Piemonte, quando la guerra non appariva lontana, si arruolava a, Chivasso nella compagnia degli studenti, pieno di fiducia nella causa della Indipendenza che diceva protetta da Dio. Nelle lettere che scriveva in quei giorni e poi. durante la campagna, alla famiglia e all'amico lontano sono osservazioni assennate e giudizi! che in lui, giovine e fervido entusiasmo, dimostrano ponderazione di uomo maturo.
Prestava prima servizio nella Sanità, ma poi, affermando che i chirurghi non mancano e che i soldati non son mai troppi prendeva parte diretta alle operazioni di guerra. Così si trovava a Sommacampagna coi bersa*-glieri del colonnello Lamarmora, partecipava il 6 maggio allo scontro vicino a S. Massimo sotto Verona, e pochi giorni dopo parlava e stringeva la mano a Vincenzo Gioberti che si era recato a visitare la sua compagnia.
Ma a poco a poco la fiducia nel trionfo della causa Italiana andava affievolendosi, e le lettere, che si fanno più rare, contengono recriminazioni contro la massiccia ignoranza dei generali e fosche previsioni per l'avvenire;. 3Iou per questo, come dimostrano chiaramente le lettere degli anni successivi (1840*50), egli abbandonava i generosi propositi, anzi in una bella lettera alla sorella dichiarava- la propria divisa, o, come soggiungeva, il regolo della sua vita: prima Dio, poi la Patria, quindi la famiglia ..
Easruo MICHEL
F. UMBERTO SAFPIOTTI, Carlo Cattaneo, Roma, Casa editrice L'Agave , 1922, pp. 54.
Profilo breve ma compiuto e sostanzioso. Il Soffietti, che dimostra di avere larga e profonda conoscenza dell'argomento preso a studiare, tratta dei momenti e degli episodi piti notevoli e importanti della vita o insieme delle