Rassegna storica del Risorgimento

COLLETTA PIETRO
anno <1923>   pagina <686>
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Mino Cortese
proposta su parere del Colletta la questione di principio, il fran­cese Briot sostenne che dette cittadinanze si dovessero concedere in gran numero, e, senza dubbio molto inopportunamente, affermo clie non era il caso di opporvicisi sia perchè la Francia aveva sempre ben accolto gli emigrati napoletani, sia perchè il regno già altre volte era stato governato da forestieri come il Tanueci, l'Acton, il Mack: giunse finanche a dire che la nazione napo­letana era in gran parte un aggregato di immigrazioni di differenti popoli sino alle recenti colonie albanesi ; e che chiu­dendosi l'adito a queste immigrazioni gran danno ne sarebbe derivato allo Stato 1 Eu allora che il Poerio, sorgendo a pai-lare, pronunziò un discorso che destò vivissima impressione: con pa­role calde di amor di patria difese i Napoletani; disse esagera­zione il sostenere che il regno tutto dovesse alla Erancia, e non esser proprio il caso di servirsi degli errori della passata dinastia come esempi da seguire; se Murat molto aveva fatto per la sua patria adottiva, e la gratitudine dei Napoletani non sarebbe mai venuta meno, detti benefici non dovevano portare di conseguenza al favoreggiamento degli stranieri; infine domandò l'applicazione dello statuto del 1808, dal Briot erroneamente dichiarato nullo. H consiglio approvò le sue proposte. Ma poiché la diatriba del Briot era stata in precedenza approvata dal re, questi si adirò della dignitosa e fulminante risposta data all'improvviso dal Poerio (1). Certo si è che il 30 luglio intervenne alla seduta del consiglio e impose la sua volontà. Il Colletta (2) riassume il di­scorso allora pronunziato dal Murat, e narra che due consiglieri, più animosi , osarono contraddire alle sue proposte, e che, venutisi alla votazione, soltanto cinque furono coloro che ne re­spinsero le conclusioni. Nulla risulta dal verbale della seduta (3); ma dalle parole che il nostro usa (4) crediamo si possa dedurre che egli fosse se non proprio uno dei due oratori, certamente uno dei cinque votanti.
(1) PKHSTÀTELLI, Memori od. Cortes, pp. 154-5.'
(2) Storio, VII, 69.
(3) BASN., Consiglio di Stato, 17.
(4) Storia, VII, 69; e Opera imd. o rare, I, 9-11. Alludeva senza dubbio al Briot quando, a jj. 11, accennava alla naturaliazaziono di un cons., che, poelù* giorni innanzi, aveva promossa l'indignazione pubblica oon una memoria insensata a favore degli esturi .