Rassegna storica del Risorgimento

COLLETTA PIETRO
anno <1923>   pagina <690>
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Nino Cortese
siderite e dal cons. Parrilli come segretario (1). M si può dire che essa non abbia mai assunto il potere. In Napoli, in Capua­ni altre città cominciarono i disordini: in Capua il Càrrascosa, il Colletta, il De Gennaro dovettero percorrere a cavallo le strade per ricondurre la calma. Fu allora necessario chiedere agli Au­striaci l'immediata occupazione delia capitale: la lettera diretta al Bianchi fu firmata dai due primi generali (2).
Rientrati i Borboni in Napoli, il Colletta, esonerato dal co­mando del genio, fu chiamato a presiedere commissioni di scarso valore; pur tuttavia continuò ad aver qualche parte attiva nella vita politica del paese. Infatti il 16 agosto 1816 dava consigli al­l'amico ten. gen. Angelo D'Ambrosio, membro della giunta chia­mata a riordinare l'esercito (3), specialmente nei riguardi del genio che quel generale voleva riorganizzare su basi troppo ardite (4), e delle nuove fortificazioni da costruirsi in difesa del regno (5).
(1) li DE NICOLA, II, 830, ohe ricorda questi nomi, tace quello del Col­letta: ma questi si disse membro della giunta nella lettera al -Bianchi ohe ci­tiamo appresso.
(2) WBEL, J. Murai, V, 435-36.
(3) Il 13 luglio 1815 era stato creato un consiglio supremo di guerra formato dal princ. Leopoldo presidente, dal ten. gen. march, di Saint GÌ air vicepresid.j e dai ten. gen. Minichini, bardella, D'Ambrosio e Filangieri: esso aveva le competenze >> del ministero della guerra.
(4) La letti, al- D'Ambrosio fu pubbl., dall'antogr. posseduto dalTArch. 00-ìnunale di Chieti, nel numero unico: L. ZOTTJ, GhieH, ricordi putrii (Chieti, 1891), pp. 116 aegg. A proposito del genio scriveva: Tu vuoi formare un nuovo piano, ed io vorrei che rettificassi il piano ohe esiste. Questa smania d'innovazioni e dannosa, intempestiva e talvolta usurpatrice: dannosa perchè e difficile di fare meglio; intempestiva perchè* i ptineìpii del governo si op­pongono alle novità} usurpatrice perchè non raramente presentiamo al pubblico, oome cose nuove e nostre, cose antiche od altrui, por poco cangiate e spesso deformate dalla nostra opera E Nofl> ;ol facciamo illusioni, continuava ; il nostro corpo del genio è scarso in cognizioni: troverai istruiti pochi vecchi ufficiali, a cui mancano l'attività e le passioni; e pochi gióvani che son desti­tuiti affatto di esperienza e di a-piombo. Di questo oorpo la testa e la coda è tal quale buona, il ventre di Arpio . Quanto poi al corpo di ponti e strade, che la pratica dimostrava esser opportuno far passare dal ministero dell'in­terno a quello della guerra, esso era cadente per la imbecillità fisica e mo­rale del suo capo [il maresc. Francesco Costanzo], e perciò ogni altra piccola spinta lo avrebbe atterrato .
(5) Molto si parlò in quegli anni del piano di difesa da adottarsi per il