Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; GIORNALISMO
anno <1914>   pagina <851>
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La fot* aeun dellu fottute Mk IK*III* lo Coiitt traini, Un l'affollato popolo, mirante pavido Io scagliarsi dJ'aceaa (onte tremenda conformo dolio minacciato 8C0DiantcliaT viene ritratta dsJ Ristori con un senso di diBtfubto nel]* BUA contrarietà otte protaoo dl panato. Il giornuliitta dichiaro legittima l'opposizione ali* Bollo iiitta dui principi che vogliono conservarsi uri pieno ojt> totìtii sopro del loro sudditi ; o ooo vogliono vi rio alcun prete-sto por'oni1 uno - Htm ni oro possa arrogami i diritti della sovranità itegli altrui stati *.'
L'opero di Giuseppe IT, clie aveva tonto sconvolto Mo Vi violandone ì pretesi diritti, e analizzata in queste pagine delia Staria, tra. ripetuti compiacimenti pel grande ecolo che la ren­deva possibile* ' Un Giuseppe H nel passatoi si chiede il giornalista.
eco le pareti di Bau Pietro parate in nero lugubre, i ponte--liei reclamare i loro diritti, lanciando fulmini dal Vaticano;,come -Giove dall'Olimpo, i: sudditi .sciolti dal giuramento di fedeltà al " principe temerario, il Trono concesso ad altero pio sottomesso alla Santa Sede, le Provincie dei cristiani desolate da guerre civili e magari Giuli! li alla testa di milite papaline r I
JQ Ristori riporta per infero oltre gli editti iroperìau' in fa­vore degli ebrei, la legge infrenante1 le manùnorirey l'editto* che limita le tasse riscosse dal clero, il decreto con fero la riunione dal pio conventi, quello di abolizione di tutti gli ordini religiosi dediti a vita contemplativa. Roma sorprèsa condiiude il giornalista della rapidità di tante innovazioni non sa credere a sé me-desiina ohe sìa nato quel Torte capace di recidere i più fatali privilegi consacrati nell'opinione pnbblica da un corso di secoli e dalla credula, ignoranza .s
In questa 8teriì che si pnji. considerare come un'apologia di governi liberi e illuminati, il Ristori non serba una parola pel go­verno pontificio: gli scaglia solo la rovente fierezza del silenzio, *e è proibito alla Storia scrive giustificandolo di alzarsi imperiosa ad accusare : vizi, le ingiustizie, gli abbagli dì quelli * ime usurparono i diritti della repubblica e che si trasmisero quo*
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* Si, tfbWPÌ Jà JV, p 26j -
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