Rassegna storica del Risorgimento

COLLETTA PIETRO
anno <1923>   pagina <705>
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Piero Gottetta e ta sua * Storia * 705
(mi permetta V. E. una espressione che sente, forse di jattasa) al passato ministero lao predicato per tre anni che la Carboneria faceva progressi rapidissimi; che V opporsi ad essa era impossi­bile; che il governo per riceverne il minor male doveva navigar col suo vento, e precederla nel cammino delle idee liberali. Or dico al ministro novello, e spero miglior fortuna a' miei detti, che r indipendenza siciliana farà progressi rapidissimi; che l'opporcisi dopo tempo sarà impossibile; e che il sol rimedio sarà il trattar la Sicilia con giustizia e con prontezza. Dopo ciò ritorniamo al soggetto del suo foglio. L'abate Minichini è dannoso in Sicilia. Prego V. E., e supplico caldamente S. A. B., a richiamarlo. Non sarebbe ubile in Palermo, nemmeno momentaneamente, dapoichè la sua arte nelle società segrete e la sua fama carbonizzarebbe i fere quarti della popolazione e darebbe linguaggio comune e modo di corrispondersi. Insomma, comincerebbe a rannodare le fila sparse e divergenti. Qui Y indipendenza fu pronunziata nella vendita del famoso Aceto, e fu biasimata l'idea e perseguitato l'autore. Aceto ha molta torbidezza d'ingegno e nessuno acume:
ri vai tizio unric, ed autori principali delle turbolenze che hanno agitato cotesta città. V. E. però comprende ohe, per impedire il male che può derivare dalla cattiva direzione di queste associazioni patriottiche, ed assicurare il bene che se ne può attendere nelle attuali circostanze della Sicilia, fa d'uopo di una vigilanza attiva ed illuminata, la quale, sempre in tempo istruita de' disegni che esse si propongono, possa indirèttamente favorirli ove sien buoni, o con opportune precauzioni attraversarli. Né panni superfluo diformarla in que­sto rincontro che le società segrete di Palermo hanno spedito emissari e earte incendiarie onde pervertire lo spirito pubblico ira Trapani, come forse avranno; praticato in altri valli S. A, R. riposa con giusta fidanza nella dì lei conosciuta fermezza ed esperienza, e si augura i migliori risultati dalla sagg?1* direzione ohe ella saprà dare all'amministrazione del vallo di Palermo ed al comando militare dell'isola . Anche il prino. della Scaletta da Mes­sina il 24 nov. 1820 avvertiva ohe il Mìnichiui non poteva più. rimanere senza grave cimento della pubblica tranquillità e senza un quasi certo peri­colo di sua vita Ir. DA altri dono, del RASN.:, Guerra, 11620, risulta che il Minichini ai primi del settembre si era offerto al vicariò per recarsi in Sicilia con 10 o 12mila uomini; ma la Giunta provvisoria aveva ridotto il numero a 12 o lo incaricando Guglielmo Pepe di sbrigare la pratica d'accordo col fra­tello Florestano. Sul suo viaggio nella Sicilia orientale oltre al libro del BIANCO, La rivolta, siciliana del 1820 cit., cfr. RASN., Esteri, f. 4569; ed il giornale di Messina L'imparziale sidManot n. 34, del 21 ottobre 1820,