Rassegna storica del Risorgimento
COLLETTA PIETRO
anno
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1923
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pagina
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706
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'"" Nino Cortese
metterlo a nudo significa indebolirlo; e questa al presente e la mia condotta. U principe di Villafranca ed il marchese Gregorio son come Aceto. Se potesse chiamarsi in Napoli Villafranca per motivo di servizio di Corte sarebbe util cosa. Per tutto il resto veglierò io qui attentamente. Là dove la Carboneria è dannosissima è nell'armata, perchè ne distrugge la disciplina. Svellerla in questa esser debbe l'impegno de' generali, del governo del Parlamento, e di tutti quei carbonari che bramano veramente la conservazione del sistema costituzionale. Qui in Palermo si sta facendo buon cammino verso questo oggetto. Biassumo: 1. Bichiami in Napoli l'abate Minichini. 2. Mi lasci la cura di vegliare sulle società di Palermo. 3. Spinga il governo ad occuparsi prestamente della Sicilia ne' termini di un mio rapporto che, sebbene scritto il 20 del corr., è spedito oggi unito a questo foglio (1) .
Ma era come predicare al deserto! A Napoli si nutrivano sentimenti troppo contrari alla ribelle Sicilia perchè fosse possibile prestare ascolto ai consigli del Colletta. I diversi ministri gli rispondevano vagamente, perchè, sebbene in gran parte fossero d'accordo con lui, il Parlamento non voleva saperne di provvedimenti in favore dell'isola. Quello di marina anzi richiamava tutta la flotta dal porto di Palermo, ed il nostro non poteva non protestare: Le disposizioni che giungono da Napoli tutti i giorni dimostrano chiaramente che colà si crede che lo stato della Sicilia sia tranquillo non solo, ma rassicurato per sempre. Questa idea è falsissìma. La Sicilia ha in sé tutti i germi di uno sconvolgimento generale. La prudenza e la forza unite insieme sostengono le apparenze della tranquillità universale, ma la prudenza senza la forza, o questa senza di quella non otterrebbe il più piccolo buon effetto. Or dunque, Eccellenza, io non posso dispensarmi della fregata Aretusa, dappoiché perderei, come ho già detto, il dominio dal porto e le comunicazioni tra le due ali di questo piccolissimo corpo di armata. Ella, il governo e la nazione non vorranno che io lasci in cimento la spedizione di Sicilia, il mio onore* e l'onore e le sorti dell'armata che comando. Ho condotto meco da Napoli milletrecento uomini; ne ho già restituiti più di duemila; ho disciolto tutti i corpi franchi,
(1) Leti, del Collotta al ministro di grazia e giustizia, Palermo 23 novembre 1820, in RASN., Min. polizìa, L 5.