Rassegna storica del Risorgimento

COLLETTA PIETRO
anno <1923>   pagina <725>
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Pietro Colletta e la sua Storia
Oircello, che già aveva ordinato al console Ghistini di verificare con la massima riserba se nelle lettere di raccomandazione pre­sentate da' sei individui si specificava ancora la circostanza di fornir loro del danaro in caso di bisogno , e si era sentito ri­spondere olle soltanto nelle lettere; per il Borréili ed il Poerio * era specificato tutto ciò, mentre gli altri quattro avevano fatto presente la mancanza di denaro ed erano stati provveduti dì vetture a spesa della cassa erariale ; il Oircelp si affret­tava a dichiarare al Buffo, ambasciatore napoletano a Vienna che nulla doveva darsi perchè gli esiliati, tranne l'ArcovItfo èrano persone facoltose e possedevano tanto da poter vivere. Infatti, già il Ficquelmont, preoccupato delle loro prime richièste di de­naro,- -si era rivolto al Borbone per aver delle informazioni in proposito, ed il ministro delle finanze gli aveva posto sotto gli occhi i risultati delle sue inchieste (1). Intanto il Colletta aveva approvato la supplica del Poerio, e ne inviò una anche lui T8 novembre (2). II Buffo, pel cui mezzo fu trasmessa al re, diede risposta urbana, anzi gentile (3) ; ed allora anche il Pepe scrisse al soprano (4=), Ma il governo tacque: si seppe soltanto
WppSk Esteri, f. 3794.
(2) Inserita fra i Documenti,.
(3) P. (>] Ietta a p POorio, Biftnn. 25 hov. 1821.
(4) La supplica h in RASN.. Esteri, f. 3794; e qui si riporta: Bromi, li 21 novembri 1821. Sacra Real Maestà. Signore, Piacque alla M? V, di allon­tanarmi da' suoi reali doininj, ed io né poteva dolermene, uè men. dolsi. Piacquele di disporre elio il mio domicilio esser dovesse ne' stati di. S. M- l'im­peratore d'Austri, od eccomi in una delle Provincie imperiali. vV M. accòlga ora il tributo, della mia rassegnazione a' suoi voleri, come anche il voto elio la mia assenza sìa proficua alla prosperità e rranquilllìtà del suo regno. Ma. sire., abbandonerà olla un suo suddito, il quale se apparve manchevole fu Solo perchè egli era obbedientot ìka sua beneiiea mano, che non resn1ga;ea-suno, non lo iwccoKrtfCà in un paese: ìm enfi e pel tìrtrafitore col cjunio vi è., e per I' Ignorili rzii delia lingua, e per mille altre ragioni, esercitar non può ul-enn mestiere onde procacciarsi una stentata sussistenza? Sire, io m'in drizzo alla M, V. con quella lìrlucia ho ogni suddito aver deve nel suo re. Mem­bro di una. tamiglfoir povera* senza altra risorsa ohe quella su risparmi del soldo di quel grado iÉ! quale ho onoi'atamente servito, io non ho aual-mente che tutto al più due altri mesi di mezzi a sostentare una vita, la quale apparirà, col tempo incontaminata di colpe verso il governo.. Quando JaMWr.-l saprà, -eh lanepprir col pensiero partecipai -alila ctìmjfflòSBi catastrofe) che io era iu Siracusa, ad 800 miglia dal teatro de' sciagurati eventi; che là restai"