Rassegna storica del Risorgimento
COLLETTA PIETRO
anno
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1923
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pagina
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731
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Pietro Colletta e la sua Storia * 73l
scelta definitiva spettava all'Austria; ma la prima città non gli piaceva: Par che Roma raccolga molti e molti esiliati napoletani; al già largo numero degli antichi essendosi riuniti più che altri 400, rubricati nella causa di Monteforte, co' quali si è pattovito V esìlio per il giudizio. Noi di tutti costoro conosceremo pochi o nessuno; non è quindi temerario il desiderio di non aver comuni le sorti o la fama con persone sconosciute. D'altronde, Poerio mio, guanti danni e pericoli non s'incontrerebbero in questo condomicilio 1 Bisognosi, a' quali non si può soccorrere, sentendoci noi stessi bisognosi eguali, ma non creduti perchè non esposti in piazza; indiscreti; maligni; desiderosi di meritar nuocendo; ed altri di simil costume si troveranno certamente in così vasto numero. Io non vo' satirizzare i miei compaesani; ma la corruttela de'tempi è così grande che si può asserire senza maldicenza che di cento uomini ve ne ha dieci cattivi. Se, dunque, in Roma son mille gli esiliati, come salvarsi delle offese e le insidie di cento malvagi! (1) . Il 28 gennaio 1823 giunse la formale comunicazione del permesso di recarsi in Toscana: è a nostro arbitrio, scriveva il Colletta, prender i passaporti, che furono rilasciati dalle autorità di Brunn, e solamente in Vienna dovran vistarsi, come si pratica per ogni viaggiatore: non avranno alcun segno di disgrazia; nessuno impedimento ci è stato imposto; nessuna restrizione, nessuna legge per il viaggio o l'arrivo (2) . Nel febbraio insieme con il Pepe si recò dal governatore della Moravia per la visita di congedo: Questi fra mille cortesie ci fece i suoi complimenti sulla vita onesta ed esemplare che avevamo menata per quasi un anno e mezzo in Briinn, scriveva al fratello il Pepe. Queste poche parole non sono di lieve consolazione per chi è ingiustamente tribolato di calamità, e fu malgrado della sua innocenza scacciato dalla sua patria (3) . Partirono il 1 marzo (4); a Vienna il Colletta
(1) Iti., Briinn 16 dicembre 1822.
(2) Iti, Briinn 2 gennaio 1823.
(S) Gabriele Pepe al fratello, Brunn 14 febbraio 1823, nelle Carte Pepe, conservate nella Biblioteca provinciale di Campobasso.
(4) Il 7 gennaio 1828 il Pepe aveva scritto al fratello: Non ancora ci si danno i nostri passaporti; ma ci si dessero anche oggi, non partiremo ohe nel venturo marzo. Non so dirtìf ove ulteriormente soggiornerò finché mi sarà concesso di ripatriarej le autorità imperiali, nel comunicarci la grazia ohe era-