Rassegna storica del Risorgimento

COLLETTA PIETRO
anno <1923>   pagina <737>
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Pietro Colletta e la sua Stona 737
sfcro; ed io uno si accennava anche alla Storia nei seguenti ter­mini : Quello che ha scritto in Firenze- la storia di Napoli, e distintamente quella de' nostri tempi, è il signor Coletta pro­fugo napoletano, rifugiato in Toscana. Bgli ne era occupato an­cora dal' 1828, allorché io fui a Firenze (1). I letterati liberali fanno di quest'uomo i più grandi elogi, chiamandolo d'ingegno niuraviglioso, e scrittore uguale a Tacito. Io lessi qualche. q articolo nèli*Àfologia}ì icihe- mi parve non oltrepassasse il me­diocre. Bensì credo che al lavoro di quella storia sia concorsa l'assistenza e l'opera di alcuni distinti letterati, il marchese Gino Capponi, il conte Giacomo Leopardi, e più di tutti Pietro Gior­dani, col quale il Goletta passa da solo le ore ed ore quasi giornal­mente. Il Giordani in fatto parla della storia di Napoli scritta dal Coletta come di un miracolo. A quel che intesi, la storia avrebbe appunto ad essere terminata, ma ignoro se si stampa o dove. Di ciò vado a fare le opportune ricerche, e sarò poi ad informarvene. Non iti' è dubbio che la storia non sia scritta pie­namente nel senso dei liberali. Il Colletta fu generale nelle truppe di Gioacchino, e credo anche ministro della guerra. Vive esule dalla patria, e, trovatosi in un circolo a Firenze dov'era il re di Napoli, egli non gli aveva fatto alcun atto di rispetto, e vantavasi di avere sdegnato perfino di salutarlo, indicandolo con termini molto oltraggiosi (2) . Ma anche Luigi de' Medici era stato informato della storia che il Colletta stava scrivendo, per­chè il Disperati ne aveva fatto argomento di una sua molto inte­ressante lettera qui riportata:
Livorno, 29 febbraio 1828. Eccellenza,
Il baron Pietro Colletta, già tenente generale al servizio di S. M. (D. G.), partì, ieri l'altro per Firenze, dopo la lunga di­mora di tre mesi in questa città. In questo intervallo egli è stato visitato e trattato dalle persone distinte del paese, non che dalle primarie autorità: il governatore, il vescovo, il gon­faloniere, che tutti concordemente Io hanno prodigato d'inviti e di riguardi. Egli mi ha visitato qualche volta, ed io ho dovuto
GQ Jn effetti il Unguenti fa a Firenze in quell'anno. (2) Non crediamo vero questo episodio. Cfr, C. OAN'IMI. // Conciliatore e i Carbonari (MÌIHIÌO, ftreyes,: ìlfó)* pp f06r2OI.