Rassegna storica del Risorgimento
COLLETTA PIETRO
anno
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1923
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pagina
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738
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738 Nino Cortese
corrispondere a questi atti di convenienza, siccome esigevano la civiltà, l'ammirazione altrui, e la di lui attuale condotta. Mi fu detto che lavorava un'opera storica, e coli'idea di saperne qualche cosa gliene richiesi: sol che mi permetta V. E. che io rapporti parola per. parola il dialogo tenuto con lui, perchè lo stimo importante.
Ho saputo che ella medita e scrive per la storia di Napoli.
E vero, mi rispose.
Farà la storia universale del regno?
No certo: poco più di quelle cose che ho visto ed operato. .Comincerò dove lasciò GHannone fino alla morte di Ferdinando I. Ma questi son pensieri, perchè gli omeri miei non bastano a tanta mole.
Non ha ella già compiuta l'opera?
E inoltrata, ma non finita.
Quando dunque avremo il piacere di leggerla?
Se avrò forze per terminarla; ma se mi deciderò a stamparla noi sarà che dopo la mia morte.
E perchè tanto tardi?
Perchè la storia dei contemporanei pubblicata vivente l'autore non è istoria. Amplificate quanto volete il bene, adombrate il male, i personaggi che vi sono nominati non vi renderanno grazie della lode, e vi odieranno del male che non avete potuto nascondere...
... E dopo un momento di silenzio soggiunse:
Ma vi ha pure un caso nel quale pubblicherei i miei libri
E quale?, io ripresi.
Glielo dirò francamente. Se durerà contro di me questo stato di persecuzione che io chiamo e credo ingiusta. Se vivendo così poveramente (1), come ella vede, avrò venduto e consumato tatto il mio piccolo patrimonio, insomma se ancora vivrò, e se il mio governo mi terrà ancora in abbandono, io dovrò vendere i manoscritti a qualche librajo di Parigi o di Londra, pubblicare in una prefazione la estremità dei miei casi, e mettere le mie sorti in mano a Dio.
Spero che non debba giungere a questa estremità.
Lo voglia il Cielo, mi rispose. E, volse la mia atten
ti) Al Collètta infatti fa tolto il sussidio ohe il governo diodo agli esali ritirante la loro permanenza in Anatri.