Rassegna storica del Risorgimento

LIBERALI ; TORINO ; CONGRESSI DEGLI SCIENZIATI
anno <1923>   pagina <745>
immagine non disponibile

Il secondo Congresso degli Scienziati 745
In quegli anni io eoi le moltitudini non. erano ancora ma­ture per le lotte nazionali e le migliori forze della patria veni­vano volte all'educazione e alle riforme sociali, nel gran movi­mento per la fondazione di scuole, per il miglioramento dell'a­gricoltura, per- la costruzione eli ferrovie, per la creazione di giornali e oicaetà scientifiche, nel generale risveglio delle energie nazionali, anche i congressi ebbero il loro scopo e la loro fun­zione (1), Perciò essi non devono essere studiati soltanto dal punto di vista scientifico, ma anche da quello economico-politico-sociale. In onesto campo il loro valore è duplice:
1. Nei congressi si propugnarono alcune delle riforme eco­nomiche e sociali, che dovevano essere il primo passo verso l'uni­ficazione della penisola e che costituivano il nucleo del programma moderato.
'1; 'Essi contribuirono a creare fra gli Italiani quell'unione, quella reciproca fede, quell'affiatamento morale che furono fra ì più importanti fattori del nostro risorgimento.
Dal punto di vista economico e sociale, i congressi si con­nettono direttamente con le accademie e società agrarie, poiché tra le questioni-che maggiormente interessavano i congressisti e tra i temi svolti (specialmente nella sezione di agronomia e tecnologia) erano questioni e temi trattati già nelle riunioni agrarie. Ma ben maggiore era il campo d'azione dei congres­sisti, poiché essi non si limitavano a trattare problemi interes­santi un paese 0 una regione, ma estendevano i loro studi e le loro proposte a tutta l'Italia. Così, ad esempio, essi studia­vano le associazioni agrarie della Toscana e del Piemonte e si proponevano di estenderle alle altre regioni in modo che esse i convergendo a un centro comune venissero a fondersi in una associazione italiana (2). Eavorivano esposizioni dei prodotti dell'industria italiana, chiedevano facilitazioni ai commerci e distruzione delle barriere doganali, lanciavano le più audaci pro­poste di ferrovie che, attraversando l'Italia tutta, unissero co­
ti) Vedi BAFKAKLifl OIÀSCA, Ettiiiigtw del programma per Vopùiiotie nazio­nale italiana nei mm WÌA'ÉMÌ ? 9), mimo. 1916, e lo opere M citate? Arouo HORM fewiom- degli scienziati italiani prima dèh guerre dell'indipendenza (1839-1847). Città, di Castello 1922, e le opere
citato.
(2) Atti ilei Congresso di Lacco.