Rassegna storica del Risorgimento

LIBERALI ; TORINO ; CONGRESSI DEGLI SCIENZIATI
anno <1923>   pagina <746>
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loro che erano e si sentivano fratelli. Dimostravano la neces­sità di diffondere e migliorare l'istruzione, proponevano di fon­dare scuole tecniche nelle regioni d'Italia che ne erano prive, di proteggere gli asili infantili, di compilare statistiche dell'alta istruzione.
Così i congressisti diffondevano la convinzione ohe bisognava creare in Italia un popolo ricco, istruito, educato, incivilito, stu­diavano le riforme che dovevano elevare e migliorare questo popolo, dimostravano la necessità ohe in tutte le regioni d'Ita­lia il movimento fosse omogeneo ed uniforme (1).
Ma forse maggiore è l'importanza dei congressi per l'affia­tamento e l'unione che essi hanno creato fra gli Italiani, e in questo specialmente cousiste il loro valore morale e politico.
Pensiamo che questi uomini che si incontravano nella stessa città e vivevano per qualche giorno la stessa vita e si comuni­cavano idee e desideri e sentimenti, erano pei* la maggior parte uomini d'ingegno e alcuni d'ingegno eccezionale. Erano uomini colti e ben consci delle condizioni non solo scientifiche ed economiche, ma morali e politiche del loro paese. Brano, non cittadini di una città e di uno stato, ma di tutte o quasi le città d'Italia, di tutti o quasi gli stati d'Italia. (Gli stranieri furono sempre, com'è naturale, una minoranza). Non doveva da queste riunioni, in queste condizioni, uscire necessariamente un qualche cosa di diverso e di superiore al progresso delle scienze ? di di­verso e superiore anche alla lotta per le riforme economiche? Non si doveva necessariamente parlare di questa Italia di cui tutti si sentivano figli, sebbene di paesi diversi, e la cui gran­dezza si manifestava appunto in loro, negli uomini di scienza e di studio! Se anche ai congressi nessuno si fosse recato con idea di occuparsi d'altro che di scienza, pure essi avrebbero sem­pre ottenuto un vantaggio e raggiunto uno scopo : quello di far avvicinare e conoscere degli Italiani e i più eMfi fra loro.
Ai congressi non parteeìpMno soltanto scienziati insigni, od illustri che erano necessariamente persone mature quasi sempre tutte immerse nei loro studi; vi partecipavano anche gio­vani che ignoravano la gloria, ma in compenso avevano dell'età gli entusiasmi e le speranze; vi partecipavano economisti e star tasti e giureconsulti, che allargavano il campo delle discussioni,
(t) V. gli Atti di tatti i Congruasi. Passim,