Rassegna storica del Risorgimento

LIBERALI ; TORINO ; CONGRESSI DEGLI SCIENZIATI
anno <1923>   pagina <781>
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-fl secondo Congresso ckgtì Scienziati 7H'i
od aMm-, èva da tutte insieme le sue Provincie igjgféy come non dirò nessuna cosa mancare all'Italia, perchè ella tenga, altissimo luogo. : le più illuminate e per ogni genere di sapere più il­lustri nazioni? . Oosì'si considerava l'Italia degna di gareggiare coi più civili stati europei j.cos riconoscendo nei maggiori scien­ziati glorie non ricusai*, ima. naziónaliy contribuiva a creare l'unità.morale; così si diffondevano te- ite .gai dovevano, pochi anni dopo, trovare nel Primato espressione eloquente ed ap­passionata, r
Terminato il discorso presiiMiiTè, furono annunziate le ore e i luoghi di riunione, cioè: Medicina - teatro di fisica dell'Uni­versità, dalle 2 alle 4. Geologia eoe; - nell'aula dell'accademia delle scienze, dalle 9 alle 11. .Fisica, ecc. - al teatro di fisica, dalle 11 ad un'ora. Agronomia ecc. - teatro di chimica a S. Francesco da Paola, dalle; S alle 10. Botanica ecc. - Ivi, dalle 11 ad un'ora. Zoologia ecc. - nell'aula dell'accademia delle scienze dall'un'ora alle tre.
Nella stessa-adunanza fu stabilito, con proposta del prof. Con-ngliaechi, di inviare al re una commissione per ringraziarlo della protezione concessa agli scienziati. E il principe accolse i con­gressisti con-'una benignità riferisce il segretario e una affabilità più tosto meravigliosa che grande .
Il 17 settembre incominciarono i lavori. Un bell'aspetto do­vevano offrire in quei giorni le aule dell'università, animate e affollate come non mai; gli iscritti al congresso erano 611, tra cui vi erano i deputati di 19 corpi scientifici d'ogni paese. Era un numero considerevole, date le difficolta dei viaggi e gli osta­coli posti dai governi. Ed altri scienziati, erano presenti in spi­rito ed avevano scritto al Presidente, dicendo il loro dispiacere per non poter intervenire alla riunione.
Non tutti questi CU congressisti erano scienziati puri. An­che le lettere eran rappresentate specialmente da Cesare Cantò, Giovanni Eosini e Tullio Dandolo. Ai congressi i letterati si in­trodussero mercè la presentazione di diplomi accademici, suffi­cienti per l'ammissione; ma lo riunioni non presero mai un ca­rattere letterario oltre quello .scientifico. Più volte però vi fu chi manifestò il desiderio e la speranza che si creasse una sezione letteraria, perchè solo in questo modo lutto il sapere italiano sarebbe stato rappresentato Ue riuniontSA Torino, parlò in questo senso il Eosini, che chiese agli scienziati un viglietto