Rassegna storica del Risorgimento

LIBERALI ; TORINO ; CONGRESSI DEGLI SCIENZIATI
anno <1923>   pagina <796>
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796 -T UMu Augusta Wfabregà
trovare nelle vie, nei teatri, nei pubblici stabilimenti dì qualunque genere, dove per quindici giorni consecutivi alla popolazion** napoletana si è franmischiata con fraterni* benevolenza una mi­glior parte del popolo italiano (1). .:?. . La scienza non ha fatto il piti piccolo progresso nelle universitario conferenze, ma la causa pubblica della italica intelligenza si è molto pìb Inoltrata j negli scorsi 15 giorni, sotto il cielo di Napoli, che in 15 anni (2) . E vi furono molti, specialmente letterati, che come lui andarono a Napoli in occasione del congresso e non parteciparono ai la­vori; ma un vero e utilissimo e nobilissimo; congresso ebbe luogo nelle loro private conversazione in cui tante idee si svol­sero,; tante verità si espressero, tante amicìzie si contrassero, che né per tempo né pei' lontananza potranno dimenticarsi E questa è la parte del congresso che non sarà mai comme'nd'ata: abbastanza . Accanto a queste parole bisógna rieordjaire F arti-colo del Messaggiei* sul U congresso (3), poiché tutto ciò che si pubblicava nel Messaggiere , se non era scritto dal Brofferio, era da lui ispirato od approvato.
Tutto questo lodi o motteggi il Brofferio scriveva du­rante i congressi, sotto l'impressione degli avvenimenti. Poco dopo, nella Storia delle rivoluzioni italiane dal 1821 al 1848 , he egli pubblicò anonima nel 1849, si dimostrava pieno di entu­siasmo per le riunioni scientifiche 'oh fecero profittare i de­stini politici dell' Italia * tS sulla bilancia della politica nòstra rigenerazione ebbero così gran peso . Ma, Fanno seguente, egli pronunziava parole di aperta disapprovazione: JS3N' . .... Carlo Bonaparte pensò ai congressi; (si legge nella Storia del Piemonte) (4) benché nipote di Napoleone si mostrò sem­pre il figliuolo di Luciano, amico sincero della libertà italiana; 0 non se ne adombravano i principi, perchè lo vedevano im­merso nelle scienze pia che di politica sembrava innamo­rato della zoologia. Al duca di Toscana, che dei principi Italiani era quello che pareva meno sgomentarsi di chi sapeva leggere e scrìvere, si rivolgeva Bonaparte. Oli assembramenti erano in tutta Italia proibiti. Ma i naturalisti, gente pacifica e rassegnata,
(1) Messaggiw, ì > tettoia Mi Hcoffono sul CongressoM Napoli
(2) Messa;(/mvQi 1 0 lotterà doljBroffeno sai Congresso di Napoli. (8) Artìcolo, citato a pag. 787 (Messaggiere W sottoffilwe1840).
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