Rassegna storica del Risorgimento
LIBERALI ; TORINO ; CONGRESSI DEGLI SCIENZIATI
anno
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1923
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pagina
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797
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M secondo CoìiQresso degli Sòiemìé(4 707
non potevano turbare i sonni di nessun governo* :<Don qualche discussione sulla segala -.cornuta o sulla mammella di talpa pote-vasi forse iseg'ltare un popolo da 50 anni immerso in profondo letargo? B ài duca di Toscana, previa dichiarazione che nei congressi non si dovesse dispe m citi tilosofi;è di politica, né di storia, né di eloquenza, n di poesia, né di legislazione, né d'economia pubblica, uè di pubbllca; ammmistrn.zione permetteva nel 1839 ai naturalisti di tu le città d'Italia di adunarsi per 15 giorni a Pisa e discorrere di lutto l'umano sapere. L'anno dopo Oarlo Alberto si rassegnò anch'egli a ricevere gli scienziati in Torino; poi imperatore d'Austria, poi il duca di Lucca, poi il re delle Due Sicilie. Solo il Papa non volle mai consentire ai congressi, come non 00jnsentì mai né a ricoveri, nè ad asili, nè a strade ferrate. Wm :etn <ìa questi congressi traeva gli auspizi di grandi riforme e forse contribuirono all'unione di alcuni buoni Italiani che senza il pretesto delle scienze non avrebbero mai potuto abbracciarsi ; ma in sostanza nessun reale vantaggio derivò all' istruzione e si fece assistere l'Italia a vergognose prostituzioni della intelligenza. I principi accoglievano gli scienziati con banchetti, danze, inviti di corte e gli scienziati corrispondevano ai principi con servili ossequi e basse adulazioni . Cosi il Brofferio si rivela realmente più ostile che favorevole ai congressi. l!son crede che essi facciano progredire la scienza, afferma che non apportano vantaggi all'istruzione. B sorride nel veder trattate dagli scienziati le questioni economiche. Poiché il movimento economico egli non lo comprende affatto; nella Storia del Piemonte considera le riunioni scientifiche come un risultato di quella mania di progresso che, secondo lui, invase l'Italia in quel periodo e che si manifestò sopratutto in feste di beneficenza e in conversazioni e in discussioni su ricoveri di mendicità, asili d'infanzia, lega doganale ecc. Di questa mania e di queste discussioni il Brofferio parla in tono di scherzo e quasi di scherno, senza forse rendersi ben conto di ciò che si agitava in quegli anni nelle coscienze degli Italiani, di ciò che quei tentativi di rigenerazione economica e morale potevano significare anche dal punto di vista della rigenerazione politica. A questo proposito il Prato (1), se forse inveisce troppo contro il Brofferio nel chiamarlo il più vanitoso, il più frivolo, il più
(1) PRATO, Op. <?it>, à>. I.