Rassegna storica del Risorgimento

"FIGLIUOLI DELLA GIOVINE ITALIA"; MUSOLINO BENEDETTO JUNIOR ; SE
anno <1923>   pagina <831>
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Benedetto Musolino, Luigi Settembrini
e i a Figliuoli della Giovane Italia
Gli stoici non ne parlano o tj accennano appena e in ma-nierjttutt'altrai esatto. Il Gualterio (IV, 140-141) afferma che la Giovane Italia raccolse alcuni proseliti, non molti, nel Mez­zogiorno verso il 1840, ina non come aderenti veri e proprii. Si brattava eli cospiratori, che stavano sull'intesa di ciò che si ope­rava nell'Italia centrale, ma perseguivano scopi proprii, non quelli mazziniani. Oltre le tendenze universali apertamente avverse a repubblica, i più preferivano riconoscere l'autorità di uomini proprii, che sapevano apprezzare le speciali necessità del Regno ed erano degni della loro fiducia e riconoscenza . Non si dura fa­tica a riconoscere nei cospiratori del Gualterio i protagonisti di questo racconto, ma le notizie che ne dà non possono, dopo letti i documenta, tenersi per vere. Più esattamente, ma con laconica brevità, il Paya (Naples, Paris, 1858, p. 432) discorre della Gio­vane Italia musoliniana, che ben dice fondata a imitazione della Carboneria senza nulla di comune con quella del Mazzini, par­ticolare quest'ultimo che in verità non può prendersi alla lettera Esatto è invece quanto dice lo stesso storico che cioè il Muso-lino dette alla sua società segreta, per finzione, un capo potente, un dittatore sedente in Roma, mentre in realtà unico capo era lui. L'associazione contava numerosi affiliati, specialmente cala­bresi, aggiunge lo scrittore francese, e si ferma lì. Continuando la nostra rassegna, c'imbattiamo in Giacinto de' Sivo (Storia dette Dm Sicilie, I, 95 e segg.}, il quale, per solito bene infor­mato, nel caso presente non lo è. Egli attribuisce al Mazzini il catechismo e le istruzioni, che sono invece del Musolino, La stessa confusione, o pressappoco,; fanno il Oantù (GfàniéQViu della in-