Rassegna storica del Risorgimento

"FIGLIUOLI DELLA GIOVINE ITALIA"; MUSOLINO BENEDETTO JUNIOR ; SE
anno <1923>   pagina <844>
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844 Gvuseppe Paladino
vano delle belle lettere al Mazzini e ne ricevevano bellissime risposila mft.non erano ordinati a setta, 0 non saapmmnrj di noi É wé * 2 -e dopo alqpnti anni ci WM'Conosf'-iiiti >.-Ciò è perfettamente vero, ma non ètto. Il Settembi-uji-pfebbe potato soggiungere che la Polizia non tardò a mettere gli oeeM sul giovane calabrese e nell'ottobre del '35 da nn ignoto per­sonaggio, il cui nome I taciuto deliberatamente nei documenti, apprese che la Giovam 'BoMuM iMava diffondendo in Calabria, è specialmente nella "provìncia di Catanzaro ad opera di lui e di Giuseppe Mele. Jm. sconosciuto informatore, oltre a queste notizie, dette alle autorità il disegno dell'emblema o suggello.. che serviva ai settarii per i diplomi e le patenti da distribuirsi agli affiliati, e che lo stesso Musolino avevi1 portato a Napoli per la riproduzione. Subiti: isi scrisse all'In tendente della pro­vincia, che era Giuseppe file Liguoro, resosi famoso di li a qualche anno per le repressioni operate-M-'Calabria stessa, per sapere quanto di vero contenessero le informazioni ricevute;.-ma il funzionario si affrettò a negare che la Giova/ne Italia avesse colà la minima diffusione e che il Musolino, la cui presenza in Napoli dovevasi ad altre ragioni, potesse rendersi colpevoli",, di attendibilità politiche . Anche del Mele, farmacista di Pizzo, riferì nel modo più favorevole. D'altra parte-il Musolino, par­lando col solito delatore, modificò ì propositi espressi prima ed ammise che egli e il Mele avevano pntfàt di propagare la Giovane Italia in Calabria, ma poli: meglio consigliati dalle cir­costanze dei tempi, dal buon andamento del governo e dai sug­gerimenti di persone autorevoli, ne avevano abbandonata l'idea, convinti che ogni innovazione, lungi dal riuscire utile, avrebbe recato gravi danni. Queste dichiarazioni, suggerite dall'intento di ingannare la Polizia, raggiunsero in parte lo scopo. Il Mu­solino, che altrove, sotto l'Austria, per esempio, sarebbe andato "diritto in galera, non fu processalo per non svelare ai giudici, come poi si disse, 1 nome del denunziante, il quale occupava un posto onorevole in società; ma venne sottoposto a semplice vigilanza. (1). La sua propaganda non fu quindi interrotta,, ot che sarebbe avvenuto, se fosse stato messo in carcere, ma certo subì un rallenlaàentOi Tentò egli infatti, per riacquistare la li­
ti) A. ' Ministero É gjizia, Gabinetto, à 108 (1835).