Rassegna storica del Risorgimento
"FIGLIUOLI DELLA GIOVINE ITALIA"; MUSOLINO BENEDETTO JUNIOR ; SE
anno
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1923
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pagina
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845
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Benedetto Mugolino, tjuigi Sdkmbrmi, m, 845
berta d'aziono, di allontanare da so i sospetti polizieschi, dichiarandosi vittima di calunnie e persecuzioni da parte di nemici suoi e della famiglia in Calabria, ma non vi riuscì e dovette istar tranquillo lift attesa che, col passar del tempo, la Polizia come suole- ;-avgfe mitigasse il rigore della vigilanza.
Con questa iutefuMóge nell'attività, del capo io spiego la mancanza di ogni rieo>iìd éà Mglùmli gSffl JMewme Italia negli atti dei numerosi processi per le agitazioni provocate dal co-m durante il~183S7. Per quanto l'associazione avesse avuto poco tempo per diffondersi, se ne sarebbe certamente sentita qualche eco negli sconvolgimenti di quegli anni e nelle denunzie che piovvero a centinaia, se gli organizzati, nell'inazione del Musolino, non l'avessero tenuta come cosa morta. Eppure, percorrendo le numerose filze del Ministero di Polizia per quegli .anni, non c'imbattiamo nella setta musoliniana. Quasi in ogni provincia;? in Abruzzo come in Calabria Citra, in Terra d'Otranto non meno che nel Principato di Salerno, il terribile morbo dette origine a tumulti di carattere politico seguiti da repressioni più o meno violente; ina non risulta dagli atti conservati che il Musolino, rimasto durante quel periodo a Jfapoli, o il Settembrini, passato nel frattempo a insegnar rettorica e lingua greca nel Liceo di Catanzaro, approfittassero, per far propaganda, del colèra e del turbamento che produceva negli animi, mentre sarebbe stato facile promuovere agitazioni perchè si credeva come è noto che il governo ne spargesse i germi (1). Qualche fondamento potrebbe avere l'ipotesi che l'associazione dei Figliuoli della Giovane Tlalia contasse nelle sue file i militari e i borghesi accusati di complotto per suscitare una rivolta nell'estate del 1837. In quella occasione e per quel motivo vennero arrestati Carlo Poerio, Gennaro Bellelli, Mario e Camillo Ro-saroll, Pasquale Bracale, già esule per motivi politici e da pochi mesi rientrato nel Regno, e non pochi altri, tutti sospettati di aver fatto propaganda rivoluzionaria in seno ad alcuni reggimenti di Napoli e Oapua. Ma neppure nel processo che ne segui, finito del resto con la liberazione degl'imputati, l'associazione
(1) Il IfgpSiS (Biuohmom. pp. ì 30-17) dico.-che il moto cosentino del '37 si dovette fti Figliuoli della Giovane Malia, non autorizzati da Ini. I documenti non oonfoj?niano c> e il SBTTBMBRWI, ehe era allora in Calabria, nep-pirre (Bicordwise. I, ffiQ8*