Rassegna storica del Risorgimento

"FIGLIUOLI DELLA GIOVINE ITALIA"; MUSOLINO BENEDETTO JUNIOR ; SE
anno <1923>   pagina <849>
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Benedetto Musotmo, Luigi Settembrina ecc. 849
varono. Passate in rassegna le forze disponibili per il governo, evedeva lo scrittóre che, in caso di rivoluzione, potesse dislocare al massimo sette o otto mila uomini; sicuro era quindi il suc­cesso dell'impresa. Esponendo le cose a quel modo, il giovane cospiratore si1 augurava di trascinare nel movimento i fratelli del Nord , ai quali assegnava fin da allora il compito di impe­dire l'intervento straniero nel Mezzogiorno tostochè vi scop­piasse la rivoluzione. L'Italia meridionale avrebbe dovuto quindi muoversi per prima e dare il segno della rivolta generale. Al resto della penisola si lasciava il compito di secondarla e di as­sicurarne il successo contro i nemici esterni. Era il medesimo programma dell'ala sinistra del partito liberale napoletano nel 1820. Poiché le potenze interessate a mantenere lo statu quo in Italia, non tollerando mi cambiamento radicale nel Sud, avreb­bero inviate le proprie truppe al primo segnale di novità, forza .era arrestarle nella valla padana e respingerle oltre le Alpi dando così tempo al movimento colà iniziato di compiersi, e una volta compiuto, di rivoluzionare l'Italia (1). Così il Musolino; ma il Memorandum contiene un'altra notizia per noi preziosa e che di­mostra con quali scarsi mezzi la borghesìa liberale si adoperasse al risorgimento della patria. Nel 1839, ossia alla vigilia della scoperta che arrestò definitivamente il lavorìo dei cospiratori, il Dittatrefi il Senato e la maggior parte degli ufficiali indicati, nel catechismo non esistevano altro che sulla carta. Anche il Set­tembrini ce lo dice, ma giova sentirlo confermare dal capo del­l'associazione, massime per l'epoca a cui appartiene la testimo­nianza. Né bastai* il Musolino nel suo scritto affermava esplici­tamente che si era fatta la propaganda nel Mezzogiorno parlando della diffusione trovata dalla setta nel resto d'Italia, proprio così come allora si cercava di acquistar proseliti nell'Italia centrale jg settentrionale con l'esagerare le forze rivoluzionarie del Mez­zogiorno e rappresentare facilmente superabili quelle avversarie. Era un'altalena di esagerazioni e di montature, che si alzava ed
(1) Ciiu la mia breve memoria su La missione di Troiano Pescara a To­rino nei 1S20-SÌ, 'Worino, Bocca, 1921, èstr. dal voi. Larioólue. piamone. del }21. Sinai e dopui. pubblio, dalla JSoe. Sto*. S0balp>, Atìólie nel '59, dopo Vilk-franoa, Hi voleva olio Nàpoli si mettesse alla tosta della rivolnaione. (I. RAOUCB, Giuditti di m esule su figure e fatti del Rtsoryimmtoi in 11 Risorgi­mento Italiano, 3 4g(J 8egg-)-