Rassegna storica del Risorgimento

"FIGLIUOLI DELLA GIOVINE ITALIA"; MUSOLINO BENEDETTO JUNIOR ; SE
anno <1923>   pagina <864>
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ptì'l- Òiuseppe Palctéino
H Barbuto, che non si era presentato per paura, venne fi­nalmente a Napoli, ma non disse nulla di nuovo.
H processo volgeva ormai alla fine. Non rimaneva che in­dire il cosiddetto dibattimento orale. Il Del Garretto, che aveva compreso come le cose sarebbero andate male per la Polizia, ricorse ad altra via per strappare agl'imputati la confessione, e fornire ai giudici la prova suprema della loro colpevolezza. Be­nedetto Mnsoiino gliene offrì il destro col chiedergli un'udienza straordinaria. Diceva di voler fare grandi rivelazioni. Fu esau­dito e la sera del 17 marzo il ministro lo : SiéeretM Le rivela­zioni erano un pretesto per ottenere ascolto, Il calabrese chiese soltanto che i denunzianti fossero tutti uditi dalla Commissione direttamente e che agli amici si consentisse di visitarlo in car­cere, quando volessero. D Del Carretto si attendeva qualche cosa di più; ma l'insuccesso non lo disanimò, anzi gli fece spiegare tutta l'abilità, di cui era capace, per raggiungere lo scopo. Si mostrò assai cortese col prigioniero; accolse con fa­vore le due richieste e lo congedò, assiemandolo che lo avrebbe ricevuto ancora, se lo desiderasse, essendo uso a familiarizzarsi con tutte le classi di sudditi, accordare udienza a tutti, non isdegnare all'uopo le ulteriori istanze, che credesse fargli. Cre­deva con le sue parole melate di ingraziarsi il giovane e spe­rava di indurlo con molta scaltrezza a fare le rivelazioni, che la prima volta non era riuscito a strappargli. Ma il calabrese non si lasciò prendere nella rete. Il ministro attese invano la domanda di un nuovo colloquio, e, vedendo che non giungeva, decise di andare incontro lui * al carcerato. Mandò a Castel Capuano uno dei suoi, l'ispettore Mazza, con l'incarico di chie­dere al M asolino se desiderasse parlargli. Invano. Attese il giorno di Pasqua (11 aprile) e inviò un altro, il commissario Salvadores. Questi avrebbe dovuto domandare al giovane se avesse chiesto una nuova udienza, e, alla risposta negativa di lui, mostrargli il rincrescimento di Sua Eccellenza per il modo come ricambiava le cortesie usategli. Si astenesse d'allora in poi dal fare altre domande, perchè non sarebbero accolte. M Sai vari or es recitò la parte assegnatagli. Ma, obiettando il Mu­golino che il ministro lo aveva ricevuto troppo bene per cre­dere che usasse quel linguaggio, e che ad ogni modo egli non era parziale > da negare di accogliere le lagnanze degl'info-liei, il bollente poliziotto, ritenendosi offeso, perdette la pazienza,