Rassegna storica del Risorgimento

BALBO CESARE
anno <1914>   pagina <874>
immagine non disponibile

8T4
B, hinwm'fAli
Bulbo, ti Cavour, il BnutnroM, II Camelli, Il Valerio, lo pubblica, vano editori tome Il Pomba, Moiwprewo die UOM m pcaajbtfe ar* --rctare siffatta corrente dell'opinione pubblica; tanto ptft, oh* t nuoti di Genova o di Torino del 1 C ritd 3 marza 14, conUo i gesuiti! e per la pubblicazione dello Statuto, teatimonlavano non esser 1* idee della stampa giobertiana concezione sòia di pochi scrittori,
Il Borelli ed i suoi compagni di governo, il 4 munto 14-H., chiesero licenza al Re.
Carlo Alberto si trovava in un momento difficile, Concedere quanto i liberali volevano, significava romperla in modo definitivo con un regime durato molti anni, il quale aveva fortificato mili­tarmente ed economicamente il Piemonte. Comporre un ministero di compensazione equivaleva a ridonare la direzione della cosa pubblica, mutata mutandis, ad un gabinetto còme quello Borelli il enei 'avrebbe ben presto provocata un'altra crisi ministeriale. U Sovrano sapeva, che il popolo, svegliato alla libertà da un colpo di fulmine non desiderava per gli Stati Sardi ana politica moderata e prudente la quale, non rompendola interamente con il passato, impedisse ogni movimento che avrebbe condotto ad una rottura con ? Austria ed i governi retrogradi. La nozione aveva dichia­rato, in tutti i modi al Re, che il ministero, chiamato a succedere a quello Borelli, sarebbe dovuto essere, più che piemontese, italiano. E gabinetto italiano,, allora, voleva dire guerra con Vienna, fede­razione con i principi costituzionali della penisola., libertà intwiwu intesa nel più largò senso della parola. Ma a questo: Carlo Alberto non voleva né poteva .arrivare : glielo impedivano le promesse al Mettermeli, i lunghi anni vissuti alla corte di Carlo Felice, la consapevolezza intera della potenza austriaca e l'antipatia pro­fonda per tutto ciò che significasse schietta democrazia* Il l>eJ di fronte alla necessità; imperiosa di una pronta risoluzione si afferrò a quella, chesembravagli migliore. 11 4 marzo 1348, egli invitò il conte Sclopis a formare il nuovo gabinetto. Era questi come il ponte di passaggio tra i due tastami politici predominanti in Piemonte : ma allo statista nuoceva l'aver partecipato alla pas­sata Hininiaistnizione; cosa ubo lo rendeva sospetto al popolo e gli alienava la fiducia di molti liberali. Lo Sclopis VS morio' l4S, dovette rimetterle nelle mani del Re l'incarico avutot perchè nes-