Rassegna storica del Risorgimento

BALBO CESARE
anno <1914>   pagina <879>
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vomente assegnato lo Sclopis : alle Kinanaa il Beve! E al lavori Pubblici il Dea Arobroi*. Fimo al 12 mano rimase incerta la no­mina di ministro dell'Istruzione tra il Gioberti ed il Boncompagui, fk balbo pregò il He di attendere l'arrivo del Pareto e dd lìiec per decidere nulla questione : egli sapeva di avere nei due mi­nistri liguri efficaci alleati Matti il 12 od il 13 marzo il Pa- reto, pia del Balbo, difese il Gioberti; ma fl Re fa frretnorè bile ; ed alleni fa chiamato all'alta carica il BoncompagnL Grande difficoltà trovò Cesare Balbo nel persuadere lo Sclopis ad aecet-tare il portafoglio della Giustizia. Questa, impermalito dello scacco subito pochi giorni prima, non voleva; acconsentire a fare la ae-eonda parte la dove aveva sperato d'occupare il primo seggio : il Balbo presentò la situazione allo Sclopis sotto il punto di vieta del danno che al Piemonte avrebbe cagionato una prolungata crisi ministeriale ; ed il sentimeniiO del bene della patria vinse nello Sclo­pis ogni riluttanza. Persuaso quesfe1 ultimo, in agevole convìncere il lievel ed il Bes Aròbrpis cTie, come ministri del passato gabi-netto, indugiavano a partecipare al nuovo.
La difficoltà maggiore nacque in coloro ne' quali si [sarebbe creduta la massima condiscendenza, il Pareto ed il Bicci, lo stesso giorno: 12 marze 184, chiesero come condizione dèlia loro partecipazione al governo che il forte -del Castelletto,, di! odiosa memoria per i Genovesi, o fosse abbattuto o dato in guarnigione alla guardia eiviea; il che voleva significare, che si affidava ia polizia della capitale ligure ai liguri stessi. Quando si diletta alla natura della popolazione genovese si comprende l'importanza della domanda di fucati due ministri.
11 Franzini,. che come ministro della guerra ci1 stato interro­gato in-. propositOj, il la marzo 1848, dichiarò al Ke ed al Balbo che con una simile pretesa si sarebbe immediatamente dimesso dal suo ufficio. 11 perìcolo di una lotta con l'Austria non era lon­tano: ed lera Quindi necessario, in tale eventualità, essere sicuri delia pace interna. Quale fiducia, diceva il Franzini, poteva dare una città facile ad agitarti ed in gran parte ostile al regime mo-j narchico piemontese f 11 Bicci ed il Pareto non si lasciarono da prima convincere sull'opportunità di desisterà dal lóro proposito: solo il 14 marzo vennero ad una specie di compromesso con i colleglli di gabinetto* Sì riunirono addì 14 per discutere il,prò*