Rassegna storica del Risorgimento
BALBO CESARE
anno
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1914
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pagina
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880
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M. Pattumonil
gramma i ministri desiguati. Due dei quali, avendo pernio jw?r out1 dizione della loro acccttazione elio si distruggesse o -rimettesse alla guardia comunale di Genova il forte del Castelletto, tntti gli altri j pensarono quest'ultima disposizione, opportunissiina anzi necessèr ria in tempo di guerra e secondo le occasioni, fosse inaccettabile, coinè condizione dell'entrata al ministero di qualunque persona é tanto meno in una combinazione, dove era data a quei concittadini dì Genova la prova massima di fiducia proponendo uno di] essi al ministero dell' Interno e della polizia *.'
Il Bicci ed il Pareto avevano minacciato il-13 marzo di for-1 nare a Genova, quando non fosse stato loro concesso quello eùe desideravano, il elie avrebbe avuto l'effetto d'agitare il popolo gè* novese della quale cosa non si potevano prevedere le conseguenze, nonché di suscitare un'opposizione implacabile degli uomini politici I liguri ad ogni dicastero donde fossero stati esclusi i loro rappresentanti. La dichiarazione del X4- marzo non soddisfece i due ministri, che vollero fosse trovata una ragione più efficace del rifiuto loro fatto. Il 15 marzo il Balbo formulò in questa guisa il compromesso desiderato::
Essendo stato chiesto da due membri della riunione, che il governo volesse dare un segno di confidenza al popolo genovese che il forte del Castelletto fosse dato in custodia alla milizia comunale, fatte nel circolo osservazioni! in proposito ed avvertitosi che questa proposizione potrebbe essere mal sentita da ogni parte [degli altri regnicoli, i due membri, che avevano detto la proposizione, vistele attuali circostanze,hanno receduto dalla medesima' riserbandosi la libertà di farne parola, quando adunata la Camera diventasse opportuna tale questione .*
Il Balbo con questa proposta scioglieva il problema nel modo migliore. Dava soddisfazione ai moderati, non concedendo ai Genovesi quanto desideravano: prometteva a questi di prendere in considerazione la loro domanda, quando fosse giunto un momento più opportuno, e presentava la cosa sotto la luce di un sacrificio alla causa comune*:; infine offriva al Ricci ed al'IPareto una maniera efficace di scagionarsi presso i lóro concittadini, quando fossero stati accusati di' non aver saputo trarre dalla situazione tutti
1 Archivio Balbo, Documenti por la vita del conto Cosare Balbo, foglio 263. * ArxMelo Balbo, Documenti per In vita del conto Coauro Balbo, foglio 353.