Rassegna storica del Risorgimento
BALBO CESARE
anno
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1914
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pagina
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881
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vantaggi possìbili, L'uutore delift 8pvr*MH HM-ÌÌ C*MT ti di nvur compiuto bene hi sua prima- giornata di ministro >*rtJtt>. clonate dól Piemonte; io quuntu ero riuscito ad unire uomini ette, sotto una concordanza superficiale nascondevano In realtA profonde vtìvwx'ùK di pensiero o di azióne-
Quale programma si propose il ministero Balbo f Doe cose la tuurìono domandava agli uomini posti a capo del sverno ; la guerra con l'Austria e l'applicazione delle libertà costituzionali. Alla pnma (lavasi la maggiore importanza; ed un gabinetto, che- non se la fossa proposta,: poteva esser eerto di avere contro di sé, non singoli partiti, ma il popolo tutto. La condotta del Piemonte nel maggio 184: gli avvenimenti di Ferrara nell'agosto 1347 e quelli della Lunigiana nel novembre dello stesso anno; la concessione delle riforme e dello Statuto nei quattro maggiori principati italiani; il febbrile armamento di Roma e di Toscana ed il contegno minaccioso dell'Austria mostravano, che presto o tardi bisognava liberarsi da queat'incubo di guerra. La stampa italiana che allora si agitava seguendo le idee del Gioberti, a chiare note parlava della guerra, come di una necessità imprescendibile. Travisando in parte i concetti del sommo filosofò, che, conoscendo lo Stato reale delle cose, temeva un immediato scoppio delle ostilità, i periodici del Piemonte, eccetto pochi moderati come il Kitorgi-mcnto. invocavano la lotta con il secolare nemico, afferrandosi agli appigli di secondaria importanza, rappresentando l'opera del governo di Vienna apertamente ostile agli Stati Sardi, invitando con calde esortazioni il ministero ad agire, minacciando una sollevazione generale, quando i rettori della cosa pubblica non avessero operato) conforme ai desideri della maggioranza. Ma se la questione era facile a sciogliersi in una conversazione,, nelle sale di un circolo, nelle stanze di un giornate, non la si poteva .altrettanto agevolmente risolvere quando si fosse ponderata nelle aule di un ministero. Il Piemonte, che per la sua condizione militare era lo Stato italiano indicato a rompere per primo la pace, non poteva dichiarare esso solo la guerra al governo di Vienna, che in quel tempo possedeva il più temibile esercito europeo. Le truppe sarde, per quanto fossero le migliori d'Italia, erano in una condizione dlin* discutibile inferiorità di fronte all'Austria, non solo per il numero, ma per la preparazione degli uomini e la qualità delle armi. Le