Rassegna storica del Risorgimento
BALBO CESARE
anno
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1914
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pagina
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883
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La JhmwBhM t il frognmma toc. 89
un'iuwwìoou attfcfcruieii, il papa ed il granduca avevano aderito alta lega doganale. TI primo, por la natura dui tuo ministero 41 capo della chiesa, combattendo fi regno pia cattolico d'Europa, ni na-rebbe trovato in una situazione scabrosissima; ed il secondo, parente della casa d'Anstria e alieno da movimenti politici, contènto del suo stato, che reggeva paternamente, non poteva veder di buon occhio una lega,, ohe lo avrebbe trascinato in una politica piena di' dolorose e gravi: conseguenze Inoltre il municipalismo, non mai spento in Italia dopo 30 anni di servitù: comune, impediva un'intima intesa tra i ministri liberali della penisola perchè i Toscani ed tKomani attribuivano al Elemento tendenze unitarie masebe-rate sotto il pretesto della lega politica. E la difficoltà massima proveniva dallo stesso Carlo Alberto che ambizioso e geloso del proprio potere, non voleva condividere con altri la gloria di liberare l'Italia; e. conoscendo a fondo gli ordinamenti militari della penisola riteneva dannosa l'unione delle truppe toscane e romane alle sarde.
Bisognava però trovare una via di uscita opportuna e consentanea sia al momento storico che agli uomini che dirigevano Io Stato. Da tanto tempo ormai ed in tante opere il Balbo: aveva sostenuto la necessita- della guerra e della lega politica che, messo nella condizione di attuare i suoi sistemi politici, non poteva venir meno alle speranze che di sé aveva fatto concepire. La difficoltà consisteva nel conciliare la realtà delle cose con l'idealità del partito..
11 14 marzo 1848 nella sala rossa di casa Balbo, dove si raccoglievano da quasi 1 anni gli uomini più. dotti e più. generosi d'Italia e di Francia, fi tenuta una seduta fra i ministri eoàtitàizio? nuli del Piemonte per discutere il programma che avrebbero dovuto seguire. Prima di ogni altro fu trattata la condotta da tenersi dal gabinetto di fronte all'Austria, se di provocazióne o di attesa. Si convenne in questa sentenza. * Nulla potrebbe giustificare un'aggressione per parte nostra n una violenta provocazione. Nessuno mette in dubbio la legittimità, la necessità, l'urgenza di un armamento che possa quanto le nostre forze lo permettono porci in caso di respingere un'aggressione per parte degli austriaci e di tentare la fortuna delle armi .'
1 Archivio Balbo, Documenti perla ri lattei conto Ornare Bulbo, foglio 253.
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