Rassegna storica del Risorgimento
BALBO CESARE
anno
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1914
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pagina
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885
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IA fo rimastone e il programma, oe, 866
ghiltorru ohe bisognava rendersi, quanto più foaae possibile favorevole. '
Bra utile persuadere lo varia potenze della giustizia delle oeutut italiana, quindi, in luogo di averle nemiche, necessitava cattivar* scie mostrando loro ohe, solo per forza di eventi, il Piemonte era. costretto ad usare dei mezzi estremi, Era dispensabile perciò agli Staisi Sardi un corpo diplomatico il quale fosse conscio delle difficoltà del momento e dei fini da raggiungere. Molti ambasciatori del Pie* monte erano usciti dalla scuola del De Maistre e del La Margherita. Uno dei capi saldi del programma del ministero Balbo fu di richiamare alcuni diplomatici dall'estero sostituendoli con altri più adatti e più liberali convenendo in questo con il Gioberti. Il filosofo per mezzo dei suoi organi fidi aveva espresso l'opinione, che i migliori -fautori dell'antico regime in Piemonte fossero i rappresentanti sardi all'estero a' quali più degli altri sarebbe stato necessario alto ed italiano sentire.. 13, come il Gioberti desiderava, così il gabinetto Balbo stabili il li marzo, di non attendere oltre a concedere al governo della seconda repubblica francese il riconoscimento ufficiale. Bra conveniente il propiziarsi le simpatie del nuovo regime, sia per acquistare un numero maggiore di amicizie, sia per neutralizzare qualunque mossa dei repubblicani italiani, le cui speranze si erano rialzate dopo il 25 febbraio; dimostrando che un governo liberale non rifuggiva dell'approvare un regime, che fosse ispirato a maggior principi di libertà.
11 grave problema della Lega fu lungamente discusso. Di quale natura doveva essa essere ? Eliminata quella doganale, come ormai inadatta ai tempi, si presentava la questione; se il governo di Torino avesse dovuto accettare una pura lega difensiva, come era
> Archivio Balbo, Documenti per la vita, del conte Ceca reBalbo, foglio 253.
Il ftUorgimento. ooo fedele del Balbo e del Gioberti sosteneva le medesime idee. La dichiarazione di guerra da parto nostra, ceso liceva, è perieolotjis-dima eotto un ponto di vieta importanti esimo. So provocheremo lo acoppio dolile: oatllita avremo contro l'opinione pubblica europea. L'Europa non vuole la guerra, non la vogliono i popoli pia dei governi perone le nazioni ai sentono abbMtanta forti de' lord diritti per avere bisogno di combattere per procao-cìarai U trionfo con il loro sangue Se noi romperemo le ostilità con l'Austria, avremo diaccnoacioto i fiacri ad incrollabili principi della pace e della concordi universale, che ci aMioorcranno piena ed infallibile vittoria e aaretno a-Laliti>-. SUoryimenlo 70, 16 marzo 184 S.