Rassegna storica del Risorgimento

BALBO CESARE
anno <1914>   pagina <886>
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tntenfeione generalo, ovvero tip offenalva, coni Catto Aitarti aveva fatto intendere di volerti a chiunque jJìtii? aveva precedete torneate parlato. STel caso di guerra con l'Austria la prima forma di Ioga era agolutauionte inutile; e d'altro parte il rifiutare fin d'allora la propria partecipazione a quella unione di principi' ita liani, che era stato il capo saldo della dottrina liberal, equivaleva ad alienare le simpatie nazionali dal gabinetto. Questo aveva t sogno dell'approvazione del popolo italiano;, 1 ministri piemontesi intendevano, che il pretendere, di convincere il Papa ad accedere ad una lega offensiva contro l'Austria, era la pio, fallace delie supposizioni. Limitandosi per il momento ad una lega difensiva era possibile il cattivarsi le simpatie dei principati italiani ed atti­rarsi l'approvazione dì ogni partito politico, liberale e radicale, della penisola. 13. piegandosi ad una lega difensiva, sì chiudeva la bocca a quelli che ad arte diffondevano essere intenzione del Pie­monte di approfittare della guerra con l'Austria per conquistare fertili territori. Era infine questa condotta consentanea al principio già stabilito di non provocare le ostilità con "Vienna ma di assu­mere un atteggiamento di attesa e di preparazione. Il Balbo ed i j suoi'collaboratori, cedendo alla forza delle circostanze, convennero] in questa forma di alleanza. Ha l'autore delle Spcr<mz*t che avevano profetizzato -al Piemonte il primo posto nella lotta dell' indipen­denza, che nel Sommario e nelle JQntUrv. Politichi aveva formulato l'augurio, che la spada di Carlo Alberto conducesse alla vittoria le milizie' italiche, seaccetto momentaneamente di partecipare ad una lega difensiva, volle però che fosse riconosciuta dai colleghi la supremazia militare del He di Sardegna..
Ohe intendeva con ciò il Balbo ? Quando si esamini l'opera di questo ministero, e si ricordi che le vittorie dell'aprile iSÌS ento* slatinarono i liberali piemontesi, primi il Balbo ed. il Gioberti, in modo che non vollero ascoltare altre voci prudenti, non i fuor di j luogo il supporre, che. con quella clausola, il grande Storico vo?j lesse implicitamente rivendicare al Piemonte il primato cita avi* bbè potuto- togliergli una lega difensiva.
Eliminato il problema della guerra e della politica estera ri­maneva l'altro difficile dell'amministrazione interna. La concessione dello statuto, se aveva calmato i moviménti popolari, aveva de­stato una quantità cti questioni nuove derivanti dalla natura della