Rassegna storica del Risorgimento

CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ; GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
anno <1924>   pagina <173>
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// Gueirassi e fa poliffisa unìtàrw del Cavour
Ora il nodo giace qu; dobbiamo noi seguirlo su questo èayézza-eolltìb Sta in potere nostro seguitarcelo in quanto presumiamo governare la oprate pubblica? E potendo sarebbe prudente crescere la posta so-pra m mm orma* giocata d'altrui a suo rischio, e pericolo? Dob­biamo separarci dal Piemonte? Jn qual modo, dobbiamocontinuare a starai tìiifi? Si poélab.e mescere di gran lunga la copia delle indagini, [osi?.'basteranno queste.
Metto da parte se il governo presente poteva aaa-i apre ig cai-1 voli con L. N. e- icpn la rivoluzione -3g?er me .eredo che; poteva, è-sernbra così propriamente, dacché egli non ha voluta, non feugjK.e senza bisógno si /è sbracciato a maledire, e a rinnegare., fa questo senso le parole sparse, ridotti'j giusto valore, si devono ritenere per semi géttatò opra campi non suoi per farne sua la raccolta. Pure eiiLsia1*. keuuto così o in altro modo, ormai MM para davanti; cime un fatto.
Noi non dobbiamo seguire il Piemonte su questa via perchè inte­ressata, dannosa afe morale più che alla fisica generazione >er lei tor­nano aijjgSQa le uggie antiche del municipalismo piemontese di ...cai fa­cemmo amare fprové, e cui ci l'asciò memorabili* avvertinseJiitì' il Gfe' berti, piemontese anch'egli. E.ìn Itìpotremmó imp.ereiioccli'e ini ;ogni tempo arduo, oggi impossibile costringere Issopimoni con la ',.-noi non abbiamo questa forza; nostro arnese unico la persuasione. Ora sèÉJU screditiamo, se <el ostiniamo È. imporre un partito ingrato, noioso.aniai pure aboriftp,, perdiamo.da u punto all'atro esercito, arnie, ;e bandietìs. mm sapete véferei bendare gli occhi: si volessimo negaseyghe il con­tegno del governo Piemontese da parecchio tempo in qua reca aiiMiiÉ al sav e maceria di scandalo ai meglio temperati.
Valga il vero: l'accessione nostra al CefflSSferno pieniontie fu cie fu libera da mmÌ'0 Mai .jgs mMm avremmo: gotta i voluta adoperare; Fu còncXijiìo'iaailia, he.-MmtdìiO'É .osservans'r? p>;, < no. Jfop; .qÉion possiamo *xp più; !( con lui. Dunque dobbiamo romperla èdt PiènjÈÌi?lj, davvero; In prima distingui Governo da Paese e?àfteo dal -rei <e 0Ì fife; i'anco col iMÈmk Marea romperla (quantunque rO".aMa molte buonei mrotÉ per essermegjè formato un concetto. jppoj iifìià troppo- div4s da quello* ICÉWJ; per avventura f '!' fbiioastè y.o sia a* spgoj -a. giustizia, sia po a liberai, sfa finalmente per sapienza politicai, iensl-orrelf ehe d cotcìasse a dirgli; bada noi fummo tee1, qiittìstì p0} atfor-iparve I garbassero? aÀs>fis::-ii o im mfà *ron le :condÌ2iìtì fu rinneghi noi, e li pai** tw ! JP cuoti eótì indistinti flagelli; tutti metti In mazzo e- impresi VQÌQ-Ì nari* Pare che tu non pensi' che a pi ma gli flianjjt che siiaccostalo::-