Rassegna storica del Risorgimento

1850-1851 ; TOSCANA ;"STATUTO (LO)"; GIORNALISMO
anno <1914>   pagina <896>
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Q. Rondoni
sto d'Italia, o ohe cosa c'Insegnino le uè rorrispondenze frequenti e bene intese.
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Nei primi di quel maggio d'infausta memoria, che vide entrare iln Toscana gli Austrìaci, si parlava di una circolare governativa colla quale, invitandosi ì nuovi gonfalonieri a volersi adoperare af­finchè i consigli municipali si contenessero nei limiti segnati, al­l'ufficio loro dalla legge, ai dava loro altresì l'onorevole incarico di partecipare ai consigli stessi come il governo dividesse con loro il desiderio che mediante la convocazione del Parlamento fosse posto un termine alla presente situazione eccezionale, e come nulla omettesse dal canto sno perche gli ostacoli fin qui frappo* Isti all'esecuzione di questo desiderio venissero remossi. La <à>' colare parve di buon augurio al nostro giornale, che ne pigliava occasione per ricordare che volendo essere amico e non nemico delle libertà nostre, volendo serbarlo'intatte e non avvilite, e condizione imprescindibile il serbare prima di tutto intatta e non avvilita la dignità e indipendenza dello stato. Così scriveva quando gli Austriaci imperversavano vincitori in lìivorno.1 Indi il nostro giornale, vieppiù allarmato, a dimostrare la indipendenza della Toscana, esponeva in compendio la sua storia dal trattato della quadruplice alleanza fino alla pace di Luneville, rilevando come il trattato di Vienna facesse della Toscana uno stato indi­pendente. I
Bd aggiungeva : Gli uomini politici che governavano la To- scuna dopo la restaurazione diressero principalmente le loro cure acciò questa indipendenza ch'era scritta e stipulata nel trafc- tato fosse una verità. Malvagità di fortuna l'ha messa ora in pericolo ; Dio voglia che pei? imprevidenza di uomini non -sia tratta ad estrema rovina . Al Corriere Italiano di Vienna, che manteneva il più alto silenzio sulla Toscana, chiedeva ansioso di spiegare come intenda l'avvenire di un paese al quale i trattati garantiscono la propria autonomia fe che per necessità fatale degli avvenimenti si trova oggi ridottò a vivere di protezione straniera. Il Corriere Italiano non può dissimularsi che le pre- senti condizioni della Toscana appariscono degne di seria con*