Rassegna storica del Risorgimento
PEDERZOLLI GIUSEPPE IPPOLITO ; ROSSINI GIOACCHINO
anno
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1924
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pagina
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203
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cesi in piaggi: numero, foggiani, basilischi, napoletani, aiffitizzesì... abresi,,*] anche due piemontesi e un toscano.
pimentata, almeno in parte, dai fondi che giungevano da Roma e da Parigi, la banda Romano, governata da una fèrrea spietata disciplina, ebbe il suo quartiere generale nelle adiacenze di .Martina al Bosco dì Pianella, suscito in Puglia grande favore nelle plebi, stese da per tutto una larga rete di favoreggiatori e tenne la campagna per ben trenta mesi. 11 Lucarelli, considerando giustamente il fenomeno come indizio palese di una situazione larga e complessa, narra le particolari gesta della banda e del suo capo, che si svolsero negli anni tS6i-'63, non solamente nella terra, df Bari ma anche in quella di Otranto. Principali episodi, la sommossa di Gioia del Colle (28 luglio 1861), nella quale anche i nazionali trascesero alle più sanguinose rappresaglie, l'assalto al quartiere delle .Guardie 'Nazionali 4i ÀTberoélìo, il massacro di Cellino, l'invasione di Càroftipfo, il có'nfeo della Badessa, la difetta della Masseria dei Monaci e la dissoluzione della grande comitiva L4pOi gli ultimi scontri e la morte dei Romano il 5 gennaio 1863. nei parchi di Vallata, non lontano da Gioia.
Alla scomparsa del Romano, altri capobanda, nella zona da lui percorsa, tentarono di continuarne l'esempio e le gesta battagliere ma riuscirono appena a costituire piccoli e instabili comitive di masnadieri animati da gelosie reciproche e dediti, per lo più, ad aggredir viandanti e vetture sulle strade pubbliche. Allora il brigantaggio perdette ogni politica parvenza, assumendo forma e conte-nulo di ordinaria criminalità.
Nondimeno, a prolungarle raenipe d'.-l brigantaggio, per così dir classico* nelle terre di Puglia, concorsero ancora nel 1863-64 le invasioni dei masnadieri basilischi. Il Lucarelli, nelle ultime pagine dei suo libro, accenna, più brevemente, alle gesta di Caruso di Atella, di Tortora di Ripacandida, di Carmine Donatello e di altri capi, che, alla fine, furono costretti a cedere alle forze più numerose dell'esercito regolare e all'energia del Governo nazionale deciso di debellare a ogni costo il tormentoso flagello. Allora finalmente cessò la guerra intestina, !tó estinse.il brigantaggio eia! di sopra;di tante '.calamità si affermò it pensiero della patria comune,
ERSILIO MICHEL.
PIERO PIERI, La Restaurazione in Toscana, (1814-1821), Pisa, Tip. editr. F. Ma-ilotti, 1922, pp. 259. (Estr. dagli * Annali della R. Scuola Normale Superiore di Pisa *; -VDL. XIV).
'Molti scrittori hanno trattato delle condizioni politiche della Toscana nel s*C0ÌQ iscorsg: dopo la bufera napoleonica* ma quasi sempre in modo frammentane Il inferi., assumendo, confrontando e vagliando da un lato le notìzie già