Rassegna storica del Risorgimento

COMANDINI ALFREDO
anno <1924>   pagina <233>
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ALFREDO COMANDINI
Il nome di ALFREDO 'COMANDINI è apparso ben di raro sulle pa­gine della Rassegna Storica del Risorgimento , ma sarebbe oltremodo difficile lo stabilire quante volte egli vi abbia indirettamente collaborato per il tramite "dì molti autori, i quali si valsero' ie sf valgono tuttodì degli innumerevoli e geniali accostamenti cronistorici, registrati .nell'o­pera sua fondamentale, ch'è VItalia nei Cento Antri del Secolo XIX giorno per giorno illustrala. Pochi mesi prima di morire, confidandosi con quella libertà e eoli quella benevolenza ch'egli, usava con chi, po­tendo essergli per l'età o figlio o nipote, ammirava l'opera sua inde­fessa di studioso ed al tempo stesso cercava di imitarlo nel proposito di mantenersi sempre in una lìnea rigorosa di probità scientifica, il Co­mandini si dichiarava tuttora forte e robusto a dispetto de' settantanni che stavan per scoccare, e si diceva persuaso di non morire prima degli ottanta!;.. Dieevasì sicuro di avere per allora fi nata l'opera sua, gli in-. dici analitici compresi, assolvendo così l'impegno, per- lui gioioso,, ma pieno di sacrifici, assunto di fronte agli studiosi ed all'editore nel 1900. Invece la morte ghermiva il vivace Romagnolo pochi mesi dopo, cioè il 9 luglio 1923. Noi stessi il cugino On. Ubaldo Comandini con pochi intimi di famiglia, gli amici Crippa, Piccoli ed io lo depo­nemmo nel semplice e prèzzo feretro d'abete comprimendo nel nostro cuore il dolore immenso che ci cagionava la devastazione prodotta dalla malattia su quel corpo, pochi mesi prima aiutante e gagliardo, nono*-stante l'età.
Quando i necrofóri stavano per suggellare il feretro, i'Aw. Crippa accennò che ristassero un istante .e vi fece deporre, secondo la; volontà dell'Estinto, una modesta statuetta; in terra cotta, di S. Antonio di Pa­dova ed alcune medaglie religiose. iSrano le prime ore del mattino: po­chissimi veri amici fra i quali notavansi il sea. Greppi Emanuele, Luca 6 Giovanni Beltrami, Achille Bertarejli, Gian I-uca Zanetti, il Hreves ed Antonio VaJlardi i!iiep tìlla strada che il feretro ajenljg ptf-tato giù e collocato su un carro d'ultima classe, senza fiorii sejaa pompe, per esser condotto,eome il Comandini aveva tassativamente esposto, in ino, campo comune del Cimitero di Musocco. Chi non conosce Milano, ignora che la metropoli ha due cimiteri.:quello de* ricchi, il Monumen­tale ' quasi ngLicentro della ejjm., è dove il dolore de' congiunti s'in dustria di trova* conforto nella ricche delle artistiche tombe; e quello de- poveri, alcuni chilometri lontano dalla città, dove non sono; per­messi monumenti vistosi *s .dove dopo lui decennio tumulazione,, le ossa vengono dissepolte per lasciar posttì ad altre. JS nel cimitero de'