Rassegna storica del Risorgimento

1831 ; FORL? ; SANTARELLI ANTON FRANCESCO ; STATO PONTIFICIO
anno <1924>   pagina <255>
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Il forlivese Anton Francesco Santarelli ecc< 253
valsero, iatiMjririni,; ben fidando che,.5enlta la pubblica necessità dai Supremi Magistrati, ogni sinistrò concettai a carico ftosMo ed in odio della mislloiè gjfèbftg dileguato. Infatti, eosfc smèojlslk E l'essere noi stati accolti immediatamente dal Segretario di Stat, con ndietiza uma­nissima e icorìtese-, ;e>,-; per ogni maniera, singolare, ha svegliato la CUrJdfe sita di tutta Roma: tttfiE -vorrebbero sapere e inÉoviniace:: noi siamo la generale materia delle eonversazioni e dei politici indovinatori.. Moi ab­biamo adottato il sistema di vivere ritirati, e circonspetti, e parchissimi di parole. .
Al card. Segretario di Stato i due deputati consegnarono le Mkre redensiali ed tm. particolare rapporto del 6 di Pro-Legato di Forlì, àvv. Luigi Pani (1).
(1) il march. Luigi Paulucci de* Calboli, Gonfaloniere di Forlì, il i giu­gno del 1831 fu nominato Presidente, Sol titolo oili Pro-Legato, della Congrega­zione Governativa della provincia di Forlì (cfr. la Notificazione di Segreteria di Stato del 1* giugno E.831 agli Abitanti delle Legazioni . Questa Notifica­zione: ideila quale la cit. Raccolta Pianteci possiede un esemplare recateli? - che il nome dei Pro-Legati e dei Consiglieri delle Provincie di Bologna, Forlì e Ravenna; ma è da correggere Maol'tcci Colboli ;h* PauRmci de' CalhoB, e da avvertire che due dei tre Consiglieri" della Congr. Gov, Il :KoiUa cioè' -Hi conte Scipione Chiaramonti, di Cesena, e l'avv. Carlo Soleri, di Rimini, si: dimisero pochi giorni dopo. Essi riiiiiinciarono all'ufficio in seguito ad intimidazioni espresse con cartelli infissi in pubbìlSé - c. TONINI, Compendio della Storfa. di Rimini, Rimini, Tip. Renzéttì, 1895-96, II, *pj. - -; teoàovsosuici ÉÉlffalél-. Ferdinando Saverio Ghiui, cesenate, e dall'avv.. Luigi Pani, riminese). Il Pau­lucci assunse i! nuovo ufficio ai 7 di giugno rinunciando alla. carica di Gonfap loniere (da due lettere 6 giugno dei Paulucci al card* Bernetti, esistenti, nella copia della minuta, in A. C, R. S.; cfr. anche PELLEGRINO BACCA IUNÌ, Cro­naca diporti, mass. 176-79 della Com. di Forlì, Ili, 1389). Ai primi di agosto, il Paulucci, considerando (còsi U CALLST jfrowea QJForlt citi., Ili, 7) tene la sua autorità non veniva rispettata, che egli di nessuna forza poteva disporre, giacché tutta la forza poteva dirsi passata nelle mani del popolo, che molti degli esaltati eransi dichiarati MÓÌ nemici1, perchè venuti in sospetto che egli affrettasse la venuta in qti3j provincie delle truppe pan tifiate, e rififeMeà'db.: infine che qualcuno di ess rasi anche lasciato sfuggire di bocca di volergli incendiare il palazzo, nel caso che la venuta delle truppe pontificie si verifi­casse , determinò di lasciare per qualche teitìip.o Forlì, adducendo, oltre alle predette ragioni di ordine pubblico, anche motivi di salute realmente esistenti (da lett. del Panlucti al card. Bernetti, s. d., ma dell'ag.; e da lett. 19 agosto del card. Giuseppe Albani al Paulucci ambedue in A* CfJ, R. Sk; la prima -è. s'intende, una copia della minuta );: Infatti, incaricò l'avv. Luigi Pani,