Rassegna storica del Risorgimento

1831 ; FORL? ; SANTARELLI ANTON FRANCESCO ; STATO PONTIFICIO
anno <1924>   pagina <264>
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QMverotto Fabntit
nestf nemici del Governo, dacché tutto il niale* pjié je fenno è rià> dato come fatto dal Governo* ed ecco ctìrtfabse ne degrada la fède, e degenerarsi le affezioni in questo; momento, pjjjgSt è ;prpmjgss f popoli xm'-Era Novella, essi attendere sublimi provvedimenti;; esservi un: cammino che condurrebbe ad altissima soddisfazione delle popolazioni: parere a noi moltissimo acconcio l'ascoltarle, dando loro faeoltl di libe­ramente esporre al Principe i loro bisogni, e liberamente proporre i rimedi giudicati, convenienti : tale facoltà popirsi! '-ese rei tare o mediante deputazioni permanenti in Roma, ovvero mediante i Consìgli Provinciali abilitandoli! straordinariamente a tali dimostrazioni e proposte nelle loro sedute; doveri, ai nostro avviso l'uno e l'altro mezzo essere fecondi di ottimi risultatit ftganqu il lizzando gli spiriti e riconducendo la fiducia. Que­ste" ed altre cose in proposito rilevammo, tendenti tutte ad esaurire il nostro mandato con la maggior efficacia. Non parvero senza vantaggio le nostre parole. Fummo, infatti, consolati nel veder piegato l'animo del Cardinale. Egli ci disse che l'idea di quelle deputazioni, che rappresen­tassero a Rógna le provincie nella redazione delle riforme, egli l'aveva avuta e sostenuta, ma chéj ;ay;eva poi dovuto abbandonarla, vedendola contrastata perchè temevasi che si portasse là rivoluzione in Roma. Io replicai che la buona scelta dei soggetti poteva tranquillizzare da questo timore. Aggiunsi che, se non si volevano tali deputazioni in Roma, si, poteva conferirne ai Consigli Provinciali le temporanee attribuzioni, e avere così, per loro; mezzo, la franca e libera espressione: idei generali bisogni e desideri delle Provincie, Rispose l'Eminentissimo assicurando che non era lontana la probabilità che quelle attribuzioni venissero con­ferite ai Consigli Provinciali. Discendemmo poi a tanti altri particolari, che erano nei mandato. Questa nostra disputa durò due ore; e fu chiusa* con la dichiarazione, da parte del Cardinale, ch'egli avrebbe sottoposto il tutto al S. Padre, e che la Santità SIL ci avrebbe ricevuti, e con te­nerezza aa, nostra soddisfazione. Coneluse l'Eminentissimo, dicendo di sentire, ìeomeajoj, la imperiosa necessità di una immediata- eonetlia-zione fra il popolo e il Principe, di ritenere ch'essa dovrebbe operarsi con una vicendevole rtrmissione, .e di essere pronto a dare, per èonse-guirla, gran parte del suo sangue. Possano queste umanissime parole,, cfte lasciane tanto larga speranza, pròdjuiTe corrispondenti enettif: Io non so ancora, ;perakroi .tifotà* calcolarti. Dissi franMJÉ mani WV* WM-1 tornerei in Romagna, per non trovarmi in tanta 11 ini li azione, , quello che è più, il ftnostato di cose;,: dove non ci sarebbe -per -I buoni che eia; trepkkre,. uè essere. etttoj il orribili cene. Dissi clfe noi spera­vamo bene di essere, nella nostramissióne, quantunque odiosa, riguar-