Rassegna storica del Risorgimento
1831 ; FORL? ; SANTARELLI ANTON FRANCESCO ; STATO PONTIFICIO
anno
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1924
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pagina
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278
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*7 Olìverotìo Fabretti
quiete pubblica, anche la confidenza. E noi sebbene convinti di tanfla nostra pochezza, come dell'ardua meta che ci veniva segnata, ma coifc-dotti da tanto amore de' nostri Concittadini, e da sincera carità della Patria incoraggiati, partimmo li 251 d. alla volta dèlia Capitala ififove (dopo dimorati due giorni a Bologna, per necessarie intelligenze) giuJB= gemmo la sera dell'i 31, in cui giungevano non meno i signori Incaricati di Bologna e;,di Ravenna. .a mattina seguente, péffià settembre and., à .presentammo all'E.mo Sig. Segretario di ÉW sw Cernetti, che in gentile accoglienza ci tenne, e* dopo :'éosiegnategli" le nostre Credenziali e il particolare Rapporto di V.ra Ecc.za, e dopo la lettùpb che rEm.zà Sua Revuna nf fee, ci tiò in lunga udienza, estesamente; ragionando dello stato di nostra Provincia, e sentendo da noi più larga dichiarazione delli speciali provvedime;nt' supplicati, e di tanti altri di che abbisognavano le nostgii- popolazioni, è i desideri che éQitymàò*, e i mali che si volevano riparati, e l'ardore generale che, -aceende,ìra: le mentì e teneva i cuoi-i agitati j ]' urgentissima necessita di saggio ed umano rimedio: di che poi aggiungemmo tutEt'a! buoni nutrivano speranza, guardando alle paterne e magnanime promesse del S. Padre, alla voce di Sua clemenza, e alla sapienza del Ministro, che alla costa dì Lui governava le cose dello Stato. Dal quale, dopo tante cose di-Scusse e combattute, ci dipartimmo, confortati di umanissime parole, che a bene sperare ci furono cagionéi:lB l'un di, e l'altro poi, e quanto ci diceva il bisogna,, fummo ascoltati dall'Em-za Sua Rev.ma, e fi no a tanto che vedemmo riuscire a noi, e che fummo sfidati di maggiori conseguimenti. E anche quando ci sentimmo a tale estremo, pregammo Nostro Signore, éhll'el di 9 etf agÉprdava benigna udienza; nella quale, commiscrando Egli le passate fortune; lèdenti pertuf baioni, e rattristato che poco in.! ÌLui confidassero i sudditi, e turbato che i diritti della Sovranità si atÉaccassero, e ragioni di Sfcato si offendessero, veniva n;5di-meno a temperare l'animo Suo di clemenza, fermo a vMere che i Popoli guardassero ;j th: y credessero alle s>èÈanze die ne aies?iÉ daie., e ne rassicurava idi ogni miglioramentoy e di tutti quei beritsoilftllSj obbedienti, i sudditi debbonsi attendere d" Principe atbrevtììe ss di pa-terno cuore iufornintfiii,, E.eon questei Maitre simile parole di avvertimento!! benigno e dt confidenza,! insinuando e raccomanda mio assaiinàijrare la efità di Sua voce e le iftolle speranze kt fetìfe tì spngedavaL ?sf nonza; rispunta dffi tette pregliiefé, e di iptance discolpe e ragioni più sapevamo, e di quanti mezzi autWTSìfóolt ed efficaci necessità ci venne consigliando, procurammo di adempiere allfaltisswtjtì-n,1l)resa' Alla quale se parerà a taluno che noi non siàitno aggiunti cowipiutamh7,M .eoa