Rassegna storica del Risorgimento
1831 ; FORL? ; SANTARELLI ANTON FRANCESCO ; STATO PONTIFICIO
anno
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1924
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279
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Il forlivese Anton Francesco Santarelli ecc. 279
quella fortuna che era in pia alfe speranze, egli peto non riprenderà il nostro buon volere -se saprà concepire l'asprezza del nostro; eamminoi die forse tutta non potrà misurare. Noi nondimeno, drittamente < guardando ai rasultatil, osiamo affermare che la Sovrana clemenza ha aperto aHe Provincie quella vì. mercè cui in forma legale potersi dichiarare la espressione della volontà generale delle popolazioni, in ordine a tutto quanto loro abbisogna, e ricondurre la confidenza pubblica, e migliorare effetti vaineàte -Jst condizione cosi eeonoMÌfia come poMitfca (fi1 cibile. In cbe sapranno tutti vedere che-, se alcuna delle implorate concessioni oggi non è pienamente consentita, rimane péro il diritto di farla legalmente rappresentare dal voto generale, legalmente espresso, alla- Po? desta del Trono* per conseguirla. Della quale sorgente di tutte provvidenze, come delle alitare concessioni noi fummo dalla lodata Em.za Sua Rev.m:à' fofee quanto si leggerà nel Dispaccio della Medesima* che col presente Rapporto offriamo all.'Eccvza fóà) autorizzati a farne fede, e a riferirne espressamente, come qui veniamo facendo: Che la truppa stanziata in Rimini ed in Ferrara vi fu dalle pacifiche mire del Governo mandata per uno scopo] ben alieno da ogni ostilità, o da avanzamento sopra le altre città della Romagna e del Bolognese.. Che, di più, aveva il Governo dato e ripetuto il divieto di ogni marcia a quella volta, divieto che non era per revocare-, a meno che quelle truppe non venissero provocate, olere-j anzi il Governo che rinasca nei popoli la confidenza verso di esse, e la persuasione che le sue truppe non sarebbero per loro che una forza amica, e la garanzia della pubblica e privata sicurezza, confidando che dai magistrati e <fa) noi e dai buoni tutti si sappia e si voglia inspirare questi; senitimenii e '<ptesta fiducia negli animi, e temperarne e rimuoverne le agitazioni e i timori. Che, peraltro, non potrebbe il Governo allontanare le sue truppe dalle predette stazioni, senza grave sua ingiuria ed umiliazione, e .-senza ledere quell'alto decot che tutta ragione a lui impone di Conservare integerrimo. Doversi l'Editto 5 luglio 1831 mandare subitamente ad esecuzione, per Iat formazione immediata dei Consigli Provinciali, onde aprire il cammino alle Sovrane beneficente, e perchè Legge già formalmente sancita dal Principe. Essere ciò della ragion di Stato, come dovere della fedeltà dei sudditi, e farsi poi maggiormente necessario per la stretta dipendenza da tale Editto delle altre parti della Riforma, che fra brevissimo debbono essere pubblicate. Diversi poi credere formalmente che tale esecuzione non impedirebbe; lìé le dimande, e meno le spettanze di conseguire quei cambiamenti e quelle aggiunte,., .che- .anche al letto Editto sì mostrino convenienti, specialmente in ordine al prin-