Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DEMOCRAZIA ; DOLFI GIUSEPPE ; SIENA
anno
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1924
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pagina
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338
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33 Gildo Paleggia
Maremma;- altre due peiryfl:e fidate per altìfè parti della provincia : =-: qua si organizza oìp ft1,v'5i.ni.etite, a seconda dei concerti da lei presi con essi;* e nel'; .qlf i,; jSìi ;QK OSte1 - > volon- tari che a marno a mano si raccoligono vigono inviati nei pressi di'' Poggibonsfe i ma poiché il numero: aon ne isarà indifferente QceojF ; cono Mezzi non po.elii e necessitano da cosisi alni! pecuniari in non <;< piccola niisaraj: jpèrCljtè lina Città dì provincia non può in questo rap- porto fare li iÌM! di ungi jgjgjìie è rfòggfe Città come Firenze o sòme << LivornOs,
Mi mandi i campioni degli oggetti di cui i volontari dovranno essere forniti e che, per alcuni come scarpe,, berretti e gonnelle, sarà bérne siano qui fabbricati;; - -si affretti in ciò, come neh"invio dei mezzi pecuniari perchè ' di fronte allo sviluppo' che li avvertimene ìass sumono non vorremmo.: trovarci in imbarazza.
Mi creda
Suo Aff.mo ANTONIO Rieei
Non ostante quesf. diremo così, professioni di fede, che a un democratico puro avrebbe potuto dare ombra non piccola, il Dolfi rimaneva in relazione con loro, ed essi operavano per la causa, .nonostante agli uomini d'azione rimanessero sempre sospetti. Più tardi, quando tutta T'opera della déinocrazi cadeva- (il Ricasoli era richiamato all'ordine dal Cavour, d'accordo palese e sottinteso col quale credeva d'aver ojperaÉa, anèfce quando aiutava la formazione della Brigata di Castel EUccg: ;felùèstà era impedita d'operare per il proprio fine ed ,era mandata ad aiutar Garibaldi nel Regno e lo stesso Cavour volgeva le truppe regie all'invasione delle Marche) ritraendosi esisi: forse, dai piassi lìkM. mm la democrazia e che dovevano allora parere audaci, non tanto in sé, ina in quanto avevano rappresentato il pericolo di preparare,, dm -fondo; la repubblica e- il trionfò, del Mazzinianismo, non :è da; meraviiarsi se con una di. quelle esagerazioni che sono proprie-- del giudizio in certi periodi pieni di moto e di agitazione, erano apertamente sconfessati e dichiarati traditori, come si: rileva da una lettera di Francesco Pianca* il io. agosto 1860, da Messina, dov'era;:Capitano comandante PS* Compagnia del 640 Reggimento, 17" plvisdò/itó:
P. S. Ricci> e Pantanélli ete,: ete, sonocrMtiiira i traditori della Patria.,, per averg accusato: jènunziato a Ricalali la involuzione, quella 4 rivoluzione che rende libera l'Italia t>.