Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DEMOCRAZIA ; DOLFI GIUSEPPE ; SIENA
anno
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1924
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pagina
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339
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Appunti di storia ièlla Ùenuictrasfà
11 momento era tale,, .Ì, 'cercando M. igludiFear nerettamente, presentava dovunque il contrastò fra Fodera della diplomazia officiale, dia ua
parte, e .diei mazziniani e dei garibaldini cl.a.iralrm: gli aderenti ,a udla, eoi desiderio dentro all'anima, quando sentivano Sfetì"èà1f iella patria eggli. aeìimentlr feiSrfes Specie dopo, jpg (aaba:ldi vihc3 gjls-j riosameìtté in Sicilia, il moto éfce doveva pacare1 ;ai''ltì3:vasion per allora, delle Marche, affine di gassar aSfeaverso a;g Abruzzi :e .congiungersi con l'Eroe, accelerando in tal inodo la caduta del potere papale e l'unità Italiana, ma iùfortósi tempre per il timore déBa repubblica m con occhio sempre volto alle alee sfere belici njtara .per rintervento di queste, fossero potuti liberarsi da coàtatti pericolasi; gli altri sotto la ,aÉs I moniti impellenti del maestro e del guerriero liberatore, me? mori di esser più o meno sempre de* pspiratori, ifgi nefìa. santaid'ea che Italia si doveva fare dal -popolo e soltanto dal popolo,, pronità al sacrificio allora e forse anche dopo, ma sempre con la segreta ansia che il fero supremo ideale potesse, quando che fosséj piarsi, pronti sempre a muovevi, a preparar uomini è àrraij. affinchè quanto volevano avvenisse, trionndo da sé, o eostìluentdby Scarto poderoso 'ri >Mr muovere, buono o mal grado, tutti quanti all'impresa, dubitosi alla loro volta, anche i più moderati fra loro* dopo Villafraiffgfehe il (Savour potesse o volesse qualche cosa di energie*; '6HSi quella politica che sembrava, e forse .'èra nel iwomenfeO:, ifi po' troppo ligia ai voleri /di Luigi Na-
poleoneW
Il D'olii, del quale conosciamo già' .fe .idee m s1<rfmente che era allora in relazione] strettissima con Bettino Ricasol, dal igeale riceveva aiuti è iche si irowavfa. con lui pienamente d'accordo, s'Cavià dunque fe relazione, per alloca, con questi uomini, che si sentano -d'-aceordo- col Governo (Ricasoli), è pensavano ce it'dìoerno; essai d'accordoTcol ,àr vour, che quindi si poteva essere, come- abbiamo detto., audaci.
DI feste a Mie c'erano però gli uomini di azione; prima di dire dei quali, diremo dell'opera del Pantanelli e del Ricci, desumendola dalla loro corrispotìdenzai
L'agitatore, per ? costi in tuti i luoghi, specialmente1 .di gonfine o prossimi al confili era -Andrea' GianneM fiorentino, mazziniano puro, temprato alla lotta e alla cospirazione, nomo di piena fiducia del Maz* aHÌ, iiniÉitaeabiiè nMkimt, pooptìratore validissimo del Doli, quando per ragioni specialmente di teca> Mfc sentiva il bisogno di staccarsi da hu. amico di Piero Cironi, di Èfitappe Mazzoni, di Romano Pratelii e di quanti erano uomini di azione veri e propri, tali cioè che i pericoli, noi