Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DEMOCRAZIA ; DOLFI GIUSEPPE ; SIENA
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1924
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AppunM M storia dettai fiemotrazia 345
1pf?te Bmamtek il nostro grido di guerra del 18,:-echeggerà fino alle infuocate averne del Mongibello, A questo grido ripetuto dì eon-4 "vasile eonvalle fino alla rocca Tarpea crollerà il trono della tìifèn- nìde. All'armi dunque: spezziamo d'un sol colpo ti giogo seccare, proviamo al mondo che è questa la terra in cui visse la sduatta ro- mana à.
Dinanzi a cmesGo proclama, ato.ni repubblicani risolvevano di seguire in ogni modo le sorti d'un'impresa, che sareBBtiifgehe perù colosissimo abbandonare, mentire altri,, sébben< pochij -ma più intransigenti, tra i quali Vincenzo BruscQQmnis, se ne staccavano ed erano; lasciai-sbarcare a Talamone.
Di là intetìto Garibaldi apv ù't altro stratagemma, del quale il motivo vero ancora; la' storta nonBehìarisee foenej di fare un'invasione nello Stato Romano. SÌ doveva però, prima di attentarsi a passare il confine, attendere ad accrescer le proprie forze e ad armarsi, attivare delle intelligenze all'interno e attender ordini. Credono alcuni che Garibaldi questo facesse per ingannare gli altri sopra i suoi veri intendimenti; mentre da. alcuni M.' suppone che lo facesse per dar agio di operar qualcosa ai repubblicani intransigeUfi, dei quali aveva dovilja malincuore;, privarsi.
La colonna, composta di g* uomini, era affidata al colonnello Zan> bianchi, antico soldato GB Roma, che nel 1-849 eveva permesso alle guardie di finanza tfàssinììb di alcuni préllj gròsso di cervellòpS). spav-alcto di cuore come lo definisce il Guerzoni, con altri ufficiali, tra cui il H6'rji>ÌÌ smesso, il Leardi, lo Stedalis Greco, il Nesi, Cesare Orsini. Erano armati di carabine rigate < ben provìòglti di munizioni.
Il Zamfeianebi, raggiunto il 'p Maggio da alquanti Livornesi con Andrea Sgarallino, impiegava *dlg giorni di viaggio agiato e tranquillo per arrivare a Pitigliano sul confine orvietano e la mattina del rg varcava il imnnutev ,con mi atto che gli stèssi che erano m llui giudicavano intempestivo, mia che aeeetvanoiittattauosl'iGhes'andava contro li Pontifici.
Per Valenzano mossero alle Grotte di Castro, abbattendovi le m-segne pontificie; ma, mentre, sparsi là e qua pensavano a rifocillarsi, a*tài Srpresl da uno squadrone di gendarmi, condofèój dal colonnello Pimodan. Una mano di volontari si drfefttìya disperatamente in un caffè accorsi altri eomjpagnik (lì- respingeva, ma alla sera il Zambìanehi.oj*-d'inava Ja ritirata, non. curandosi nemmeno citi tenente Leardi e del Doft. Biffldwh * MffóMf Indietro: >: feriti e con i bagagli, dei