Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DEMOCRAZIA ; DOLFI GIUSEPPE ; SIENA
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1924
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366
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366 Gildo Vakggia
curo positivamente che meno 4 o s di Città delle Pieve noia avremo eco nel resto: a cose pòi inoltrate e oìie per altro andassero bene.eon sicurezza, allora vi assicuro che avremo un buonissimo partoj e m.01- tissimi giovani correranno ad ingrossare le nostre file. Faité-. Cónijio: di quanto io vi: dico e regolatevi per disporre nel giorno dell'azione, perchè non vorrei sacrificare tutta la nostra bucina gioventù e non ottenere di primo colpo quello che noi si cercai V
In questa stessa lettera annunziava d'aver saputo da un amico comune d'Orvieto che le truppe del Papa s'erano concentrate *j Velletri, Terni, Spoleto, Viterbo, e un po' anche a Perugia; che a Roma non vi erano se non pochi gendarmi.
E le indiscrezioni e le imprudenze l'eccitavano a raccomandare che non s'introducessero armi nello Stato Romano, data anche la grande vigilanza che s'esercitava, vigilanza che aveva fatta dar la muta a tutti i Picchetti di Finanza alla frontiera.
Se però tutto ciò lo rendeva, da una parte, dubitoso, l'audacia, dall'altra, non gli mancava.
Mandava persone a Perugia, Tecnl, Orvieto: ;e atei' luoghi ah comunicar gli ordini del 0ìl} faceva provvedere in ogni luogo della farina; prendeva accordi per la spedizione delle armi; più ancora, si gdoperai tanto, che da Città della Pieve a Farnese, quasi su tutta la linea, la Finanza era pronta ai cenni dei rivoluzionari, tanto per la rivoluzione, quanto' per il trasporto delle armi nelle città dello Stato Romano; poteva annunziare il 5 agosto che in Viterbo e paesi circonvicini tutto era proiSfe6>f:J secondo gli ordini del Dolfi.
Un Alceo Masserucci da Terni scriveva di questo tempo al Caporali essersi sparsa la voce che un Berardi, Segretario della Commissione direttiva di Terni, propalava che la Russia vietava al Piemonte d'aiur: tare sia direttamente che indirettamente la rivoluzione; che il Dolfi stesso era stato chiamato a Torino, affine di persuaderlo a sospendere; che il Martinati (Antonio) assicurava che la spedizione avrebbe subito un p di ritardo. Aggiungeva anche che il Caporali era stato messo in diffidenza presso tutti i Comitati limitrofi, come Sgavesse agito per fantì* tismo, e non in seguito di un regolare mandato firmato dagli altri come dal Berardi stesso.
Ciò faceva montar sulle furie il Caporali, anche perchè l'introduzione delle armi nello Statai diventava cosa difficilissima, con tuttoché egli non si scoraggisse.
C'era poi un'altra notìzia forse peggiore, sotto un altro punto di