Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DEMOCRAZIA ; DOLFI GIUSEPPE ; SIENA
anno <1924>   pagina <381>
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Pietro Colletta e la sua " Storia I
(Conthmas. e firn; v. fast. IV, 1923 e /, 1924)
In realtà, Dell'Austria il Colletta non vede le diverse nazioni già le une contro le altre armate e già in Italia considerate come sofferenti un giogo tirannico; vede soltanto lo Stato, e l'inno (É egli scioglie al suo sovrano sembra quasi riecheggi i concetta esposti dalla stessa Pi incutei Fonseca nella sua traduzione del­l'opera del Oaravita: Il regno non è padronato, non è primo­genitura, non è fed commesso, non è dote: il régno è ammini­strazione e difesa dei diritti pubblici della nazione, conservazione e difesa dei diritti privati di ciascun cittadino (1).*Se sorprenda se in apparenza condanna le teorie del Contratto sociale, allorché scrive: Qual mai società moderna o antica o antichissima si è formata per suffragi? L'atto istesso di convocare il popolo per votare premette l'esistenza della società (2) ; e se condanna anche le teorie del Voltaire che trovava la felicità nel nuovo sol­tanto. Da un Iato égli non può legittimare le insurrezioni di un popolo che si crede sovrano; e dall'altro la sua momentanea po­sizione d'infelicità gì'impedisce di credere beato il tempo suo, e l'obbliga a veder parte di beatitudine nel passato, la totale nel futuro. Del resto, anche il Voltaire aveva ammesso che il bello ed il buono c'erano stati negli anni trasfossi, affermando ciò he il Colletta poi ripeterà: a On voit dana l'histoìre les eiTèors et les prójugés se succèder tour à tour, et chasser la vèYité et la raison; on voib les habiles et les heureux enchainer les Imbecille*! feto cva8ei!'68 infortunés; et encore ces habiles et
(1) B. Qftooai- Lti rioniitslona napoletanti del 1799 pp. U-21. (JJ) Qpftrtt infitti, 9 >mwk k 8H2