Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DEMOCRAZIA ; DOLFI GIUSEPPE ; SIENA
anno <1924>   pagina <382>
immagine non disponibile

382 Nino Ùoriese
<ses heureux sónt eux-mèmes les jouets dola follano, ainsì que los esclaves qu'ils gouvernent (1) . Ha che il Colletta sia un illuminista appare chiaro anche piti, tenendo presente Ma che egli scrive del Machiavelli e del Vico. Del primo non ricorda il nome, ma combatte le teorie, come le avevano fraintese gli scrit­tori del Settecento; ed a Napoli il Galanti. La celebre osserva­zione del politico fiorentino: non esserci via di mezzo per gli stati piccoli, o ingrandirsi o perire, = osservazione ripetuta, ma nel suo vero significato, dal Cuoco (2) eh dal Blanch (3), è così modificata: Verrà tempo che gli stessi potenti re opprime­ranno i re minori, e la indegna gioia de' monarchi volgerà in meritata tristezza; insino a tanto ci, le forze artificiali de' regni distruggendo sé stesse, resterà libera ed operosa la vera forza governativa della società, la civiltà dei popoli . 11 cfe equiva­leva al trionfo della ragione, ed al ritorno allo stato di na­tura , tanto deprecato. Quanto al Vico non lo cita che una sol volta nella Storia (4) per dirlo miracolo di sapienza e di fama postuma , e per dichiarare che, da nessuno pienamente in­teso, da tutti ammirato, e coli idar degli anni meglio scoperto e più accresciuto di onore," dimostra che in lui era forse volon­taria l'oscurità, o che le sentenze del suo libro aspettano per palesarsi altri tempi ed ordine di studii più confacenti alle dot­trine di quell'ingegno . E poi cosi intende la celebre teoria dei * periodi storici: Ogni cosa creata ha i suoi periodi; seguire il cammino della natura non è merito, né difetto, ma necessità. L'opporsi è stoltezza. Chi volesse nell'uomo prolungare l'infanzia, acciò più tardi spuntassero le contumaci passioni; chi arrestar volesse la gioventù, onde evitare della vecchiezza il peso e gl'in­comodi, non più folle sarebbe di colui che pensasse di fermai* la società nella maturità o nell'infanzia. Felici i popoli, più fe­lici i governi, se gli uomini di Stato conosceranno alfine tutta la vita di una società nelle sue età progressive; e sapran discer­nere gli sforzi anticipati dell'infanzia, dagli atti potenti della gioventù, e da' movimenti stimolati della decrepitezza Tutto nasce, tatto cresce, tutto muore: tutto dunque si muove: ma il
(1) B. CROCÈ, Teoria e storia della storiografia, p. 225.
(2) G. GENTILE, Studi Viclviani (Messina, 1915), p. 868.
(3) CORTESE. Luigi Blandi, pp. 281-8.
(4) Storia, 14.