Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DEMOCRAZIA ; DOLFI GIUSEPPE ; SIENA
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1924
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Nino Gufitene
passata dell'autore, e, fatti forti di concordi testimonianze, sono solleciti a gridale MfeRo l'infamia di un autore che aveva di-strutto la verginità degli altri per rifarsene una propria. E così auche come pura 0 semplice cronaca di avvenimenti contemporanei ftopera L condannata.
Pur tuttavia la Sfuria fu letta; se ne fecero numerose edizioni; i francesi, gl'inglesi, i tedeschi la vollero più volte tra dotta nella propria lingua. Perchè?
Il Colletta : WéWa proveduto gli attacchi, eil aveva cercato controbatterli. Aspettando giudizio del pubblico sulla mia fatica, scriveva, io medesimo l'ho giudicata, e dico a voi quali ne credo i pregi è i difetti. 3Sessun itànwre d'esporre il vero, nessuna speranza di premio materiale, brama bensì di onesta lode, ansietà di giovare; all'Italia* fède buona e certa, sono state guide al mio scrivere; e dov'elle si mostrano appare un pregio. II novero de' mancamenti è assai più lungo: qualche amore, qualche sdegno di che non avrò saputo mondarmi appieno, comunque lo avessi cercato instancabilmente; ma sdegno del male,. amor del bene, passioni per le cose, non per gli uomini, perocché di questi ho taciuto il male, se il dirlo non era necessità isterica, ho palesato il bene, comechè il racconto paresse ozis:ed inutile. B-frattanto la doppia benevolenza non basterà' chi mi dirà nemico e chi mi terrà invidioso; altri ini farà debito di non aver coperto i difetti della mia patria, magnificato le sue glorie, trasformato in pregio alcun vizio che simulava gli aspetti della virtù; non chiamata religione del giuramento antico il tradimento al nuovo, quiete la tirannide, libertà la sfrenatezza, ardore di bene la contumacia. Belle quali menzogne non ho voluto essere autore, io che spero di contrapporre al morso de* passionati il voto de' giusti, e alle turbolenze del presente la calma dell'avvenne. Ni* questa ]latria abbisogna di lusinghe, ma d'uno spee> chio verace che a lei ritragga la sua politica irrequietezza, il precipitoso consiglio uell'operare, la fiacchezza nel sostenere le cose operate, il facile sospetto, la maldicenza verso i maggiori, l'abbandono dei compagni; e, dopo caduto per tanti errori l'innalzato edilizio, il vergognoso riposo, e spesso l'allegrezza sulle rovine. Ma lo stesso specchio ritrarrà la impazienza del popolo alle ingiustizie di governo, argomento di buono istinto e sprone alle imprese di civiltà; la facilità d'intendersi, dì muovere, di riuscire; la modestia nella vittoria, ;é la virtù sofferente sotto i