Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DEMOCRAZIA ; DOLFI GIUSEPPE ; SIENA
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1924
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1 quali suoi incidi lo ravvicinavano piuttosto agli Osempi ausoni che mm alle forma pm frequenti in tfnettò civiltà itosiaÀ lui rinegno e le sventili' insegnava i tempi che corrono, ma. pur gli mirala come estraneo, e gli abiti del vivere come dèlio SerrVere tenevamo sempre in qualche parte d'un l'are pn antico. Quindi ne? suoi concetti uell'esporgli. un certo costume liso-lito, un atteggiamento tutto suo: quindi anche molta éffr<M: a convincere ed a commuovere, perchè qu! 'gttsoluto sen-tenziarévSfmpr'era sincero, la jpersuasiom' forfce ed egli guardava unicamente a quella elevatezza che aveva nell'animo, e alla (piale voleva gli nIfitti condurrei Quella toi2Zji che, appare nel libro era in ogni sua parola; quel non so claje 'imperatorio eh'è nel suo stile,v l'aveva egli da natura impresso nel volto e in ogni suo portamento: era stile tutto suo,-sincero, spontaneo, necessario, né aeebb'egli mai potuto o serivefc dir parola che in sé non portasse quella sua impronta (1)*; SÌ; l'opera fu Ietta ed amata dai liberali moderati che nel loro riformismo avevaMM settecento e dell'illuminismo nelle proprie vene, don maggior piacere lai letta dai jùvoluzionari, perche alla rivoluzione portava in fondo la come unico mezzo per ottenere la tanto desiderata lil itaseli governo non la concecieyav S:-rte ffi Macini lo avesse negJo, l'apra/ non mancava di un7 i in pronta schi ettamentitì ftltoa. Ohà sé nella meravigliosa conclusione il Colletta difende la sua palaia ed incita le altre italiche genti ad avere per essa qualche sospiro di pietà e qualche lode (2), egli parte dalla giusta * suasione che ciò è elemento indispensabile perijl futuro bene di utt;i la nazione, la quale sarebbe sorta a nuO:va vita soltanto con l'unione flegli sforzi dei 4ÉJj0li componenti, legati da M: reciproco amore e da una scambe0Ì fiducia, continuamente tenuti desti da una '< letteratura civile : itìhe non poteva conoscere conimi feaj SKfòeehi HÀ ma era rivolta a tutta la na-e, che parlava un'unica lingua, aeva la stessa tradizione ! passata grandezza, e dolorava degli stessi mali. Napoli ha fatto; quanto le sue f0fé le consentivano, e non è il caso M avere per essa dispregio ingiusto e codardo *: ìàeciano lo stesso le altre parti della penisola, e non mostrino di avere
(!) GL tofeoxt, Vlltk M ?.. iGóftetitaf ipp. 222-23. (2) Storiar X* 25.