Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DEMOCRAZIA ; DOLFI GIUSEPPE ; SIENA
anno <1924>   pagina <394>
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ffino Cortese
stessa nella sua concretézza è- realtà (1) *.. In .genere non piacque: sia come narrazione pura e semplice di avvenimenti, sia come storia vera e propria.
Non piacque come narrazione o cronaca, perchè i fre­quenti giudizi dati su uomini e su fatti sembrarono formulati a caso, senza ragione alcuna, o al massimo per un'estrinseca reto­rica; e non piacque tanto più, in quanto inevitabilmente si era portati a notare che lo scrittore aveva partecipato agli stessi fatti ed era incorso in errori uguali a quelli commessi dagli stessi uomini; mentre ora, dimentico delle proprie colpe, si truc­cava a censore dei difetti altrui per ricostituirsi una purezza ed un'integrità morale che, molto piti di tanti altri, avrebbe dovuto rimpiangere come perdute per sempre. Bel resto era naturale che alle severe critiche rispondessero uomini che pur ritrovavano una profonda logicità nella propria vita, e si sentivano inattac­cabili nella coscienza morale: confortati in tale persuasione dal concorde parere degli amici che li circondavano, che come loro avevano vissuto una vita di palpiti, di dolori, di amarezze, e sen­tivano che, .attraverso le loro traversie, era la loro idea quella che si attuava. Ma il coro delle proteste fu così rumoroso da nascondere quasi del tutto le osservazioni molto più giuste di coloro i quali condannavano l'opera, studiandola come storia. In­fatti il particolare fece dimenticare il generale, l'aneddoto fegiè trascurare la trama del lavoro, e ne derivò quella letteratura Oollettiauaf, cui abbiamo già accennato, così ricca da ingenerare viva sorpresa se non si pensasse che la Storia interessò un numero notevole di persone. In realtà si trattava di una polemica troppo personale per non indurci a riguardarla: piuttosto con curiosità che con vero e proprio interesse. Perchè essa finisce per perdere ogni importanza quando si tenga conto che le eccessive mora­lizzazioni del Colletta erano conseguenze del suo stesso sistema politico, con il quale deve spiegarsi la Storia.
Per ugual ragione questa non piacque come storia vera e propria. Annoiò pei troppo frequenti accenni ad una moralità collocata al di fuori dei fatti umani, al di fuori della storia stessa, adorata come idolo, e verso la quale si prova terrore, non amore: quasi che nel l'operare politico, nel procurar di conso­
ci) Cl'r. l'ultimo discorso tenuto dal Croce noIl'inaagimuMonc, In Napoli, della Società per gli studi politici.