Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DEMOCRAZIA ; DOLFI GIUSEPPE ; SIENA
anno <1924>   pagina <395>
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Pietro Collutta 0 la ma - Storto Q
guire un determinato fine* finito non diventi mozzo di politica, tutto, non escluse in certa gmsa la moralità e la religione ; e l'uomo morale non attui la sua moralità se non operando po­liticamente, accettando la logica della politica () . Così molti dubbi ingenerò la spiegazione data agli avvenimenti; e invalse la persuasione clic all'autore fosse mancata la forza di astrarre dalle contingenze e di dare in tal modo una vera ricostruzione dei fatti, animata da uno spirito iilosolico che conferisse una salda organicità a tutta l'opera. Del resto, anche noi non ricor­riamo alla Storia del Colletta per avere una chiara idea del pe­riodo in essa trattato.
Ma allora perchè fu letto ed ammirato un libro che partiva da premesse politiche tanto errate! Il Croce giustamente ha di­stinto nel campo della politica il problema teorico dal pratico. dell'uomo pratico, e perciò del politico e dell'etico-politico . Si ha un bel discutere, come aveva fatto il Colletta, dei mezzi che si devono mettere in opera per sviluppare la civiltà di un popolo e per dare un nuovo ordinamento allo Stato: in realtà il problema politico come problema pratico è problema d'ini­ziativa, d'invenzione, di creazione, e perciò affatto personale e individuale (). . Ita pur tuttavia non bisogna credere inutile la così detta filosofia della politica, nella quale si ricerca la natura dell'attività politica e se ne determinano i rapporti con le altre forme e attività dello spirito umano ; e non sono af­fatto inutili i così detti programmi dei partiti politici, pur con le loro ideologie e astrattezze.. i-Senza dubbio si erra profonda­mente, come fece il Colletta, quando si vuol tare la storia di un periodo sulla traccia di uno di questi * programmi , mentre essa è invece la sintesi delle antitesi dei partiti : anche perchè, come avvenne proprio al Colletta, c'è da sentirsi rispondere che, a voler troppo teorizzare dopo aver agito come gli altri, si finisce per dar ragione al proverbio: predica bene e razzola male. Che in tal caso si scrive un'opera di politica, non di storia: e infatti l'opera del nostro appartenne alla prima categoria più che alla seconda. Ma, come tale, essa acquistò contenuto di pro­gramma politico, che annuncia le intenzioni e i propositi del partito, e che è indispensabile per dare un certo cominciamento
(I) R GivwKj Pmim'i In ium t la /* ctto, XXII, 15)24, pp.. 18940. (2j B; CUOOK, Politica Iti muso citt, pp. 143 sgg.